08 Maggio 2008
Il rientro
Eccomi qui per darvi la conferma del rientro di Mario, Marco Zaffaroni e Marco Rusconi. Arriveranno domenica 10 maggio,
all’aeroporto di Malpensa, alle ore 6.55 con volo da Doha. Un forte abbraccio li attenderà!   Patrizia

7 maggio 2009 - Kathmandu

Il messaggio è arrivato ieri sera. “Siamo sul bus per Kathmandu, tutto bene”. In Nepal già notte fonda, ma non avevo dubbi che appena terminato il trekking di ritorno a Aurghat Bazar, si sarebbe cercata la possibilità di rientrare a Kathmandu al più presto! Si arriva, si è stanchi, si desidera un letto comodo e allora via, va sempre bene il mezzo, non importa se ciò significa una notte su un bus che corre lungo le spesso non ottime strade della valle del Trisuli, a destinazione il letto e una doccia calda aspettano…   Con Mario sono rientrati Marco Zaffaroni e Marco Rusconi, oltre a tre amici della Val Sesia, mentre Mario Panzeri ha deciso di restare al campo base del Manaslu e ritentare con Carlos Pauner la salita alla vetta della Montagna dello Spirito. Forza Mariolone, facciamo il tifo per te!!! Mario, Marco e Marco trascorreranno le prossime ore indaffarati in tutto ciò che normalmente segue una spedizione. Mangiare e bere seduti comodamente, lavarsi, tagliare la barba, e preparare i bagagli e il cargo per il rientro. Tornare in città, e particolarmente in una città come Kathmandu, è spesso scioccante dopo tanti giorni passati lontano dai rumori, dalla folla, dall’inquinamento talvolta soffocante. Ma si sa che è la via da cui si deve passare per tornare a casa… Il rientro in Italia dovrebbe avvenire domenica mattina. Appena ne avrò la certezza ve lo comunicherò. Quindi a presto e buona giornata! Patrizia

04 Maggio 2009 - Sempre più giù.

Giù, giù di quota, velocemente, oggi sotto la pioggia! “Piove, ma non importa, stiamo bene, e stiamo saltando le tappe in questa lunga valle. Due giorni e dovremmo arrivare all’asfalto.” Mi immagino il paesaggio, ormai fatto di grandi alberi e di tanti, tantissimi fiori di ogni colore… Come è bello questo aspetto del Nepal! La zona ai piedi delle Grandi Montagne è stupenda in ogni stagione, ed è certo degna dei Re e delle Regine che dominano dall’alto con le loro lunghe vesti bianche di ghiaccio scintillante… “Dovremmo prendere il bus per Kathmandu giovedì… Siamo stanchi. Ora abbiamo voglia di comodità!”. Sacrosanto desiderio quello dei nostri amici! L’ultimo pensiero di Mario è però per tutti voi: “Ringrazia ancora tutti per il tifo, e soprattutto per il sostegno… Dì loro: A PRESTO!”. Buona giornata. Patrizia

02 Maggio 2009 - Verso la valle

Mario e gli altri hanno lasciato il campo base questa mattina. Farlo è sempre un momento particolare: smontare le tende, salutare le persone che per molti giorni sono state i “vicini di casa”, rivolgere uno sguardo alla montagna di cui alcune volte si è raggiunta la vetta, altre volte no…         Ora è il tempo del ritorno. “Sama Gaon ci ha accolto con il verde e il caldo. Ora stiamo facendo un picnic sulla sponda del fiume, stiamo bene, i polmoni si sono aperti!”.   Così mi ha scritto Mario. E’ vero, dopo tanti giorni di sassi e ghiaccio, respirando aria povera di ossigeno, scendere di quota è stupefacente, l’aria densa di ossigeno sembra pesante e il verde dell’erba colpisce gli occhi in modo quasi violento… “C’è voglia di casa ora…” continua Mario, “scenderemo lungo lo stesso percorso dell’andata ma più velocemente, in tre giorni.” Verrà seguito quindi a ritroso il corso del Buri Gandaki, anche se le settimane trascorse e l’avanzare della stagione calda avranno fatto cambiare di molto il paesaggio. “Il contrasto dei fiori col tuonare del ghiacciaio sono l’immagine che vi regaliamo… Saluta e ringrazia tantissimo tutti…” Conclude Mario. E anch’io, da parte mia, devo ringraziare tutte le persone che, soprattutto in questi ultimi giorni, hanno scritto mail o SMS o hanno telefonato. E’ stato importante… Ai prossimi giorni, con l’aggiornamento sul cammino verso la valle. Patrizia

30 Aprile 2009 - Il racconto.
La notte e il riposo al campo base fanno sì che la voce di Mario stavolta sia chiara, dopo le poche stanche parole di ieri sera. “Ciao Pat”. Inizia così la conversazione, con un semplice saluto, perché le parole che devono ancora venire racchiuderanno fatica, rinuncia, dolore… “Adesso stiamo bene. Anche Marco Rusconi si è ripreso, e non c’è più nessun problema.” Già, perché ieri non era così… Lascio parlare Mario a ruota libera, senza interromperlo.“L’altra mattina abbiamo lasciato campo 3 prestissimo. Eravamo io, Mario Panzeri, Marco Zaffaroni e Marco Rusconi, mentre Giuseppe Antonelli ha deciso di scendere col suo sherpa, non era affatto in forma. La salita si è subito mostrata complicata, perché anche dopo aver superato la parte di ghiaccio verde che avevamo attrezzato, si sono presentati altri tratti molto problematici… Abbiamo continuato, ancora e ancora, finchè si è fatto tardi, il vento è diventato forte, e ha iniziato a fare molto freddo. Così ecco la decisione. Tornare. Io ero a circa cento metri dalla vetta, gli altri un po’ indietro. Ho salutato Carlos, che poi ha rinunciato un po’ più su. Siamo rientrati a campo 3 esausti, le batterie dei telefoni ormai quasi scariche e abbiamo cercato di riposare. Poi ieri mattina mentre smontavamo le tende ci siamo accorti che Marco Rusconi non stava bene… E’ iniziata così un’altra lunghissima giornata. Abbiamo iniziato a scendere lentamente, mentre le condizioni di Marco peggioravano. Abbiamo dovuto sostenerlo e calarlo tra il campo 2 e l’1….” Un attimo di silenzio, una pausa nel racconto che contiene tutta la preoccupazione e la tensione di una situazione di questo genere… “Al campo 2 abbiamo saputo anche della morte di Giuseppe… E’stato un momento terribile… Durante la discesa abbiamo avuto il supporto fondamentale di altri alpinisti. Non finiremo mai di ringraziare i ragazzi della Val Sesia, i membri della spedizione Andalusa, e i medici della spedizione di Carlos, che hanno provveduto a curare immediatamente Marco. Poi sulle corde fisse verso il campo 1 il gesto incredibile di due alpinisti Iraniani che sono tornati indietro un pezzo per aiutarci a calare Marco… Una solidarietà veramente stupenda…”. Già, penso, l’alpinismo è per fortuna ancora anche questo… “Tutto è sovrapposto nella mia mente” continua Mario “perciò il mio, anzi il nostro profondo grazie va a tutti quelli che ci hanno dato una mano, anche a quelli di cui ora non mi ricordo… Siamo giunti al campo base tardissimo, erano passate le otto, ma i medici spagnoli ci avevano consigliato di non mollare per il bene di Marco. Lo hanno poi portato nella loro tenda, lo hanno assistito e gli hanno fatto tutte le analisi necessarie, sono organizzatissimi! Poco fa la notizia che è tutto a posto, sta bene, e solo guardarlo in faccia rende felici!... Gli Sherpa sono giunti poco fa al base col corpo di Giuseppe, domani l’elicottero lo porterà a Kathmandu. Ora sta però nevicando di nuovo. Vedremo… Noi aspetteremo un paio di giorni, smonteremo il base e poi inizieremo il cammino di rientro…” Parliamo poi un po’ del più e del meno, delle telefonate che si sono intrecciate in questi ultimi giorni, del salire queste montagne, alcune delle quali vengono talvolta definite “facili”. Parliamo e parliamo, del mondo, dei luoghi, della vita… Fa bene farlo… “Ringrazia tutti quanti da parte mia, non c’è stato un attimo in cui non abbia sentito tanti amici vicini…”. Certo Mario, è proprio così… A presto, con le notizie del rientro…
Buona giornata. Patrizia

29 aprile 2009 - Al base…
Mezz’ora fa ha chiamato Mario, finalmente al base… La è già buio…. Una giornata interminabile, difficile… La discesa, le difficoltà, la notizia di Giuseppe…    Mario Merelli, Mario Panzeri, Marco Zaffaroni, Marco Rusconi sono esausti ma stanno bene. Poche parole. Ora la stanchezza da smaltire e il dolore per la morte di un compagno… Le loro condoglianze alla famiglia di Giuseppe si fanno strada attraverso di me…    Il resto e’ rimandato a un altro giorno.    Patrizia

28 Aprile 2009 - Rientro a campo 3

Le telefonate si sono incrociate per ore. Poi finalmente quella attesa, da parte di Mario Panzeri alla moglie. “Stanno bene” mi dice Paola, la voce felice, “hanno raggiunto campo 3 poco fa (15.30 italiane). Sono esausti!!!” Non è difficile da credere questo! Domani la discesa verso il base e il racconto di come sono andate le cose. Purtroppo apprendo, dal sito www.montagna.tv, anche la notizia della morte di Giuseppe Antonelli, sceso da campo 3 verso il base questa mattina. L’alpinista, membro della spedizione di Mario, si è sentito male durante il cammino, e nonostante i soccorsi prestati è deceduto, sembra per un edema polmonare… Una triste notizia che ci lascia attoniti…     Patrizia

28 Aprile 2009 - Tentativo alla vetta
Buon giorno a tutti. Scrivo anche se non ho notizie dirette, cosa che non amo fare, ma sono certa che molti di voi stanno seguendo su altri siti il tentativo alla vetta dopo la dura giornata di lavoro di ieri per attrezzare il tratto ghiacciato, ed è giusto dire qualcosa. Attingo le informazioni da www.carlospauner.com/actual/index.php Dopo essere partiti questa notte dal campo 3 alcuni alpinisti hanno rinunciato alla salita, mentre altri tra cui Carlos Pauner e degli imprecisati italiani hanno proseguito sulla montagna che si presentava in condizioni più difficili del previsto. Alle otto ora italiana si trovavano a 400 metri dalla vetta. Di poco fa un dispaccio di Carlos che dice di aver rinunciato a circa 60 metri dalla cima a causa del vento molto forte, mentre gli italiani erano tornati indietro già prima. Se così è certo sarà una delusione, ma la capacità di voltarsi e rinunciare è sempre cosa a cui si deve molto rispetto. Come detto all’inizio sono comunque notizie indirette. Vi aggiornerò appena sarà possibile! Patrizia

26 Aprile 2009 - Campo 3

"S
iamo a campo 3, anche oggi tanta neve e tanta fatica..” Inizia così il messaggio di Mario. “Zaini molto pesanti, ci siamo fermati a 7000 metri.” E’ una quota leggermente inferiore a quella a cui viene posto normalmente il campo 3, usualmente a circa 7300 metri, ma certo portar da soli, senza l’aiuto Sherpa, tutto il materiale, fa sì che le cose possano cambiare. Questa mattina il tempo è variabile, c’è un po’ di nevischio, ma le previsioni sono buone, con un miglioramento già nel tardo pomeriggio. La giornata decisiva non sarà però la prossima. Giunge infatti un nuovo messaggio. “Cambio di programma! Domani dovremo attrezzare il tratto fino a 7300 metri, c’è ghiaccio puro!”. Quindi giornata di duro lavoro, e una seconda notte a campo 3 prima del tratto finale… “Saluta tutti.” Termina Mario. Rispondo: “Certo, e a te e agli altri il nostro abbraccio e l’augurio di un buon riposo!”. A domani. Patrizia


25 Aprile 2009 -Campo 2

Il messaggio arriva mentre sto uscendo dal bosco che profuma di mughetto. Davanti a me il grande prato verde dell’erba bagnata di pioggia rende il contrasto con le parole di Mario ancora più netto: “Arrivati a Campo 2, fatica. Molta neve.” Immagino il biancore accecante, e i passi scanditi dal respiro affannato… “Stavolta abbiamo aperto noi la traccia, insieme agli amici Valsesiani e a Joao, un amico portoghese. Le tende erano completamente sepolte, ma ora tutto OK”. La parola FATICA prende nettamente corpo, là, ormai in lato, ogni movimento richiede energia suppletiva, e camminare nella neve fresca, spalare, liberare tende e materiali, non è certo una cosa leggera! Ma l’entusiasmo è il sentimento che trapela in modo deciso dall’SMS di Mario: “Tempo bello, Noi tutti bene. Domani campo 3!”. “Un abbraccio da un campo di fiori” rispondo “siamo tutti con voi!”. A domani. Patrizia

24 Aprile 2009 - Di nuovo verso l'alto......

Si ricomincia! “Siamo a C1, appena finito di spalare neve per liberare le tende. Tutti bene.” Così è scritto nell’SMS che Mario mi ha mandato poco fa. Il tempo infatti è buono, anche se il vento, che le previsioni dicono durerà fino a domattina, è fastidioso. Due giorni di riposo quindi, e il cammino inizia di nuovo. Non molti in effetti, ma bisogna sfruttare la possibilità di salire non appena la situazione atmosferica si mostra più stabile. “Ci siamo ben rifocillati!” mi diceva Mario ieri. “Una bella polenta e Parapacio fuso ci ha dato nuova carica, e un grazie speciale va alla mia amica Ivana della Cà del Botto, che ci ha fornito salumi vari… Che sapore hanno quassù!!!” Mangiare e bere fanno miracoli in un campo base! Se tutto quadrerà, Mario e gli altri amici proseguiranno domani verso il C2, e poi il C3, e poi…. “L’avventura verso la cima della Montagna dell’Anima è iniziata” conclude Mario… Insomma è davvero ora di iniziare a incrociare le dita! Buona giornata a tutti voi, e davvero a presto!  Patrizia

22 Aprile 2009 - Un pò di chiacchiere
"Mario Thuraya” appare sul display del mio telefono. “Eccolo!” penso, e già pregusto le quattro chiacchiere che faremo. La voce giunge nitida e forte, e questo talvolta mi stupisce ancora pur essendo avvezza alla tecnologia….   Così tanti chilometri separano due persone, valli, mari e monti, eppure… “Fuori nevica alla grande!” mi dice Mario. Siamo scesi velocemente al campo base perché erano evidenti i segni di un nuovo peggioramento del tempo. Ora siamo rintanati nelle nostre tende, si sta bene!”. Sono un po’ in arretrato di notizie dirette, per cui faccio domande e domande, e le quattro chiacchiere in effetti divengono otto! “Siamo saliti con fatica al campo 2, e la quantità di neve caduta durante l’attesa al campo 1 non ha certo facilitato il trovare un luogo adatto dove piazzare le tende. Ma ora il materiale è lassù, a una quota compresa tra i 6150 e i 6300 metri, ognuno diceva la sua!!!”  La risata di Mario mi coinvolge. So cosa vuol dire. Si sale, il tempo peggiora, nevica in continuazione, si aspetta, si sale ancora, si arriva dove si riesce e la bassa pressione che influenza gli altimetri, la stanchezza, e la voglia di tornare al base fanno dare i numeri! Scherzi a parte, il campo 2 è stato piazzato a una quota leggermente inferiore alla usuale, proprio perché non era possibile salire di più. “Continua Mario: “E’ salita anche la spedizione russa, e i loro Sherpa hanno davvero portato un grande contributo nel battere la traccia nella neve fresca.”. Naturale questo, in quelle condizioni più si è meglio è. “Ora staremo qui un paio di giorni per recuperare, e se il tempo non dovesse migliorare anche di più. Poi risaliremo, e dal campo due ci porteremo in alto per piazzare il terzo campo, a circa 7300 metri, e da lì faremo il tentativo alla vetta.” Una pausa nella voce, siamo già andati in là, ora bisogna solo aspettare…. “Questa sera a cena apriremo la bottiglia che Roberto Manni ci ha lasciato prima di rientrare a Kathmandu.. Lunedì era il suo compleanno e così faremo un brindisi in suo onore con tanti tanti auguri!!!!”. “Ci uniamo anche noi a questi auguri” dico a Mario. A fatica iniziamo a salutarci. Ho portato a tutti i componenti della spedizione i vostri saluti e incoraggiamenti e potete immaginare come ne siano stati felici! Ai prossimi giorni, con le news dalle pendici del Manaslu.
Patrizia

21 Aprile 2009 - Al base

Eccomi di nuovo a scrivere della spedizione al Manaslu!  Un grosso grazie a Luca che durante la mia assenza vi ha tenuto
splendidamente al corrente degli eventi accaduti!  Proprio poco fa ho ricevuto un sms con la notizia che i nostri amici sono giunti al base dopo la salita a campo 2.   Di nuovo nevica! Ora un meritato riposo aspetta tutti.    A presto!  
Patrizia


20 Aprile 2009 - Finalmente.....campo 2

Il tanto agognato traguardo del campo due è finalmente arrivato! Fondamentale è stato l'aiuto degli sherpa che si sono sobbarcati il lavoro di battere la traccia nell'alta coltre di neve caduta in questi giorni.  Con un faticoso avanzare, metro dopo metro, sono arrivati al luogo scelto per il secondo campo in quota, dove sono state montate le tende e tutti hanno potuto rifocillarsi. Alpinisti e sherpa si concederanno ora una lunga nottata di riposo, per far ritorno domani al campo base. Un paio di giorni di pausa dovrebbero essere sufficienti per recuperare a pieno le energie e per ricominciare a salire per quello che dovrebbe essere l'assalto finale alla vetta!   Solo tra qualche giorno, se tutte le condizioni  si riveleranno propizie, sapremo se questo tentativo finale prenderà corpo.    Per cui non ci resta che incrociare le dita e rimanere in attesa di buone nuove...

19 Aprile 2009 - Di nuovo campo 1

"Ed eccoci di nuovo dove ci eravamo lasciati tre giorni fa" queste le prime parole di Mario arrivate oggi in Italia.  La nevicata è proseguita fitta per due giorni, ma ora sembra dare tregua ai nostri amici alpinisti che si sono portati al campo uno, carichi di tutta l'attrezzatura, per allestire finalmente il secondo campo in quota. Le previsioni per i prossimi giorni, questa volta, non indicano neve, ma vento, che comunque creerà non poche difficoltà, ma dovrebbe permettere a Mario e compagni di proseguire fino a questa indispensabile e tanto agognata metà intermedia. La snervante attesa che questa nevicata infinita avesse fine e la forzata permanenza al campo base non ha fatto venire meno l'entusiasmo e la voglia di ricominciare a salire. Rimaniamo in attesa delle prossime notizie con la speranza che questa volta ci giungano dal campo due.

16 Aprile 2009 - Il diavolo fa le pentole......
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi; arrivano con questa premessa le notizie dal fronte himalayano. Mario e compagni sono saliti al campo uno con l'intenzione, dopo avere pernottato, di proseguire verso l'alto per attrezzare il campo due. Nemmeno il tempo di sistemarsi in tenda e di finire una sostanziosa merenda a base di salame di cervo che sono cominciate ad arrivare le prime avvisaglie di un peggioramento. Nella nottata, cinquanta centimetri di neve fresca hanno sepolto le tende del campo ed ai nostri amici non è restato che fare dietro front e tornare al base.  Ora purtroppo si dovranno armare di una buona dose di pazienza ed aspettare un paio di giorni (al momento al base nevischia) prima di riprendere a salire. Incrociamo le dita e rimaniamo in attesa di un pò di bel tempo che consenta di attrezzare a dovere i campi alti, indispensabili per dare l'assalto alla vetta.

15 Aprile 2009 - Campo due

Le notizie dal Manaslu questa volta non arrivano da Mario Merelli ma da Marco Zaffaroni,  suo compagno di avventure in questa scalata himalayana. Dopo due giorni al campo base è arrivato il momento di ripartire verso il campo uno, grazie anche alla clemenza del tempo che concede una tregua dopo parecchi giorni di nevicate.  L'obiettivo è quello di attrezzare il campo due, dopo avere dormito una notte all'uno. Cresce quindi l'entusiasmo nel percepire che questa avventura sta prendendo forma. Nel momento in cui vi scrivo è in corso la salita alla ricerca del luogo che meglio potrà accogliere le tende del campo numero due e dare il meritato riposo a Mario e compagni, prima del rientro al base.   L'arrampicata sarà  sicuramente impegnativa, vista la quantità di materiale che dovrà essere trasportata fin  lassù, ma il peso dell'attrezzatura sembrerà attutito dalla trepidazione per avere raggiunto uno degli obbligatori traguardi intermedi verso la vetta della montagna dello spirito.   Non  resta che unirci a loro augurandoci che sulle pendici ghiacciate del Manaslu arrivi un po'  del nostro "calore".

10 Aprile 2009 - Gli igloo
Così sembravano le tende del campo base questa mattina, igloo scavati nella neve!!! La voce di Mario è la prima che sento dopo la sveglia: “Ciao Pat, non ti puoi immaginare quello che c’è qui! Una montagna di neve, sembra di essere a Lizzola qualche mese fa!!!”. Ai 50 centimetri di cui scrivevo due giorni fa se ne sono aggiungi molti e molti e molti ancora, fino a coprire completamente le tende. “Ieri era incredibile” continua Mario “A metà mattina la nevicata si è intensificata, non si vedeva più nulla, e non si riusciva nemmeno ad uscire per spalare. Poi quando ormai era buio un boato spaventoso. Un’enorme valanga è scesa sulla parte alta del campo base portando via in parte le tende della spedizione di Carlos Pauner. Lo spostamento d’aria è stato impressionante e anche qui dove siamo noi, per fortuna in basso e riparati da un grande dosso, la forza dell’onda d’urto ha divelto due tende. Siamo saliti a dare una mano, per fortuna nessuno si è fatto male, ma uno sherpa ha fatto letteralmente un volo di 50 metri sulle ali del vento!!!”. Lascio parlare Mario mentre la sensazione di sgomento che tutti hanno certamente provato in quegli istanti si fa nettamente strada dentro di me… Dapprima il silenzio ovattato, poi il boato, l’aria che investe ogni cosa e poi di nuovo, ancora più profondo, il silenzio… Così Mario e gli altri hanno ospitato a cena e in parte per la notte gli amici le cui tende erano state sepolte. Poi stamattina il lavoro per sistemare ogni cosa. “Ora è tutto sereno, il paesaggio è magnifico, ma questa nevicata ci costringerà a stare fermi qualche giorno, salire è troppo pericoloso, la quantità di neve caduta ed accumulata è enorme”. Chiacchieriamo ancora un po’, e sono felice di portare a Mario i saluti di un compagno di spedizione nel 2004 all’Everest, Giampaolo Gioia. Vive a L’Aquila e dopo due giorni di tentativi sono riuscita a parlargli al telefono. Sta bene, così la sua famiglia, ma la situazione traspare dalla sua voce… Mario e gli altri sapevano del terremoto, e avere i saluti di Giampaolo rende il lavoro al campo base più leggero… “Avete la colomba?” chiedo a Mario. “No, ma festeggeremo con un buon bicchiere di vino!” Che sapore speciale avrà lassù, fuori dal mondo, in mezzo a tanta neve ma anche a tanta bellezza!!! “Fai gli auguri di Pasqua a tutti, e dì di starci vicini col pensiero!”… La prossima settimana sarà Luca a darvi eventuali news. Speriamo che il sole continui a splendere sulla Grande Himalaya!!!

08 Aprile 2009 - L'attesa
Niente salita e discesa dal campo 1. Ieri i grossi e pesanti zaini con tutto il materiale per il campo deposito erano pronti, ma ha iniziato a nevicare e in due giorni 50 centimetri di neve fresca si sono accumulati al base. “Ora è variabile” ha scritto Mario poco fa, “speriamo migliori in modo da poter salire domani”. Già, perché l’attesa è sempre una cosa snervante, soprattutto all’inizio di una spedizione, quando l’energia è al massimo e si vorrebbe poter fare in queste condizioni il lavoro di preparazione dei campi, e raggiungere quote superiori per rendersi conto di come è la situazione della via scelta, in modo da pianificare la strategia migliore si salita. “Abbraccia e saluta tutti da parte mia” conclude Mario. Gli ho risposto “Lo farò, e insieme a te tutti speriamo che il sole torni a splendere!”.

06 Aprile 2009 - Campo base
Tanta neve da spalare. Lavoro e lavoro. Ma ora il campo base è comodo ed accogliente, per quanto possa essere accogliente una tenda montata in una zona non piana e sconnessa!!! Ma ieri la voce di Mario era la solita, profonda e piena di entusiasmo! “Siamo arrivati qui ieri (sabato) e il percorso da Sama Gaon si è rivelato duro, potremmo dire quasi verticale! Ci siamo dati subito da fare a togliere neve e fare delle piazzole per poter almeno montare le tende per dormire; poi oggi, con calma, sotto un magnifico sole, abbiamo lavorato duramente ed ora tutto è sistemato, compresa la cucina, la tenda mensa e i pannelli solari, così possiamo chiacchierare un po’!” L’altimetro di Mario segnava 4830 metri ed era divertente parlare con lui da 2800 metri più in basso, sulle Alpi, immersa in neve diversa, ma sotto lo stesso sole!!! Continua Mario: “Per ora ci sono solo altre due spedizioni; ho incontrato un caro amico Sherpa che mi ha riferito che le condizioni fino a campo 2 sono ottime. Sopra tanta neve!”. Tanta fatica insomma aspetta i nostri amici, ma d’altra parte non è mai diverso quando si salgono montagne di quel genere. “Ora faremo un giorno di riposo totale, e poi se il tempo continuerà ad essere bello vorremmo salire fino a campo 1 per istallare un deposito di materiale. Poi giù.”. Si comincia davvero insomma!!! Nel frattempo dovrebbe arrivare al campo base del Manaslu anche Roberto Manni partito dopo dall’Italia, e così il team sarà al completo. “Adesso ti saluto” conclude Mario “…è ora di merenda, pane, salame, mocetta della Valtellina, non possiamo proprio lamentarci!!!  Un grazie come sempre ai nostri amici e sponsor che in vari modi ci sostengono!!! E poi un saluto carissimo a tutti quelli che ci seguono!”. Una nuova settimana inizia. A presto con le news dalle pendici del Manaslu!

03 Aprile 2009 - La festa

Niente proseguimento verso il campo base ma ancora fermi a Sama Gaon, vediamo perché. Ieri giornata di sosta già programmata e rimessa “a nuovo” come ha scritto Mario. Una bella doccia circondati da un paesaggio meraviglioso, lavaggio dei capelli, barba e tutto quanto necessario dopo un po’ di giorni di cammino e di tempo piovoso. Inoltre è stato effettuato anche un cambio di portatori; quelli giunti fino a qui da Arughat Bazar sono ridiscesi tornando a casa, mentre alcuni portatori tibetani hanno proseguito coi materiali verso il campo base. Talora questa è una consuetudine legata al fatto che i portatori della valle hanno maggiori problemi in quota, e quindi dove si trovano villaggi stanziali più in alto, altre persone meglio acclimatate proseguono verso le quote superiori. Inoltre è un’ottima scelta che permette a un maggior numero di persone di lavorare! Mario e gli altri hanno invece preso la decisione di fermarsi anche oggi perché oggi c’è una grande festa, un’occasione da non perdere quindi!!! Sama Gaon è un grosso villaggio e qui sorge un importante Gompa, cioè un monastero buddista, Sama Gompa appunto. L’area come già detto è abitata da gente di origine tibetana, i cui antenati migrarono dal vicinissimo Tibet all’incirca nel 1600. La regione dell’alto bacino del Buri Gandaki si chiama infatti Nubri (o Nupri) dal nome del ceppo tibetano dei suoi abitanti. I nomi dei luoghi di conseguenza sono spesso tibetani invece che nepali, o perlomeno entrambi appaiono sui libri e sulle carte geografiche. Anche la montagna meta dei nostri amici, il Manaslu, dal sanscrito “Manasa” che “significa anima, spirito”, ha un nome più antico ancora usato, e precisamente Kutang, e localmente, ad esempio a Sama Gaon, viene chiamata Kambung dal nome della divinità che si crede risieda sulla sua cima. Nella zona i Nubri, un altro nome dei quali è Kutang Bothia, cioè “gente di Kutang” sono circa 4500, e il loro villaggio più importante è Sama Gaon, dove di conseguenza è stato costruito un importante monastero dedicato a Guru Ringpoche, santo del Buddismo tibatano. Ecco perché la festa di oggi non era certo da perdere!!! In occasione di questi avvenimenti la gente dei dintorni giunge al Gompa indossando i vestiti più belli che possiede e le donne sfoggiano i gioielli che si tramandano di madre in figlia. Se la festa è solo religiosa, come quella di oggi, i lama (sacerdoti) recitano preghiere e suonano gli strumenti tradizionali creando un’atmosfera mistica che cattura chiunque sia presente. In alcune occasioni vengono anche eseguite danze con magnifici costumi, attraverso le quali si racconta la storia del territorio. Appena tornati dalla cerimonia Mario mi ha scritto, dicendo che il tempo è bellissimo, che la quota del villaggio è sufficiente per poter proseguire l’acclimatamento, e che quindi tutti insieme hanno deciso che… probabilmente si fermeranno ancora un giorno! Non pensate anche voi che deve essere un luogo magnifico??!!! A presto, e dal Manaslu-Kutang-Kambung un caro saluto a tutti!

01 Aprile 2009 -
Continuando a salire
Ho provato una certa invidia, anzi molta invidia, questa mattina quando ho ricevuto il messaggio di Mario!!! Ma andiamo con ordine. Ieri i nostri amici hanno continuato a guadagnare quota, sempre seguendo il corso del fiume che si attraversa in più punti, passando alternativamente sulle due sponde. Il percorso è ancora abbastanza ripido mentre la presenza dei simboli buddisti si fa più consistente; qui si iniziano a incontrare lunghi muri Mani, cioè cumuli di pietre incise con preghiere o figure, accatastate ordinatamente a formare muri sacri, che per rispetto devono essere tenuti sulla destra quando si cammina. Per giungere al posto dove hanno trascorso la notte, il villaggio di Namrung, a 2570 metri di quota, Mario e gli altri hanno attraversato un magnifico bosco di cedri Deodora secolari, spettacolari conifere originarie proprio di questa zona, altre fino a 25 metri e che si possono trovare fino a 3000-3200 metri di altezza. Il tempo è stato discreto fino a sera, quando grosse nuvole hanno cominciato ad addensarsi. Questa mattina invece… sole e ancora sole! Dopo che sono stati controllati i permessi, il cammino è ripreso. Sopra Namrung la valle si apre e si estende un’ampia zona di pascoli, e il percorso si fa più dolce. Dopo non molto si incontra un largo fiume che scende impetuoso dal ghiacciaio Lidanda, al bordo alto del quale sorge il campo base dell’Himal Chuli. Da qui si ha la prima incredibile vista sul Manaslu Nord e sul Manaslu principale… Già, perché il Manaslu è complicato!!! Lo conosceremo meglio prossimamente! Ma proseguiamo. Dopo aver attraversato il grosso villaggio di Lho, 3150 metri, col suo bel monastero, il sentiero piega a sinistra, raggiungendo dapprima Honsanbo Gompa, situato sulla parte finale del ghiaccio Pungen e infine il villaggio di Sama Gaon che sorge a 3400 metri, circondato da campi di patate e da una tranquilla foresta. Quando è arrivato il messaggio di Mario: “Arrivati a Samagaon, giorno di sole, posti bellissimi, Manaslu tutto sopra di noi… FANTASTICO!!!”, come non provare la voglia di essere là??!!!  Domani giorno di acclimatamento e relax per tutti. I portatori soprattutto devono riposare perché la quota inizia a farsi sentire e il loro indispensabile lavoro è molto duro. Poi via verso il campo base… Un saluto a tutti voi da Mario alle pendici del Manaslu, e uno anche da me!

30 Marzo 2009  -  Il cambiamento
Altri due giorni di cammino e finalmente si inizia a salire, entrando in un ambiente decisamente più montano, anche se la quota è ancora lontanissima da quella definita “alta”. Lasciata la località di Jagat, dove Mario ha campeggiato ieri, si prosegue fino a un bivio importante, da cui parte un percorso in direzione ovest che porta verso il campo base di uno dei più grandi e alti massicci montuosi del Nepal, quello dell’Himal Chuli (7893 m). Il sentiero principale prosegue poi per la località di Besishar, punto di partenza o arrivo di molti importanti trekking nella regione. I nostri amici hanno invece proseguito diritti, sempre seguendo il corso del Buri Gandaki che in questa zona si incunea in bellissime gole, salendo infine in modo più deciso fino a raggiungere Deng, 1800 metri, dove trascorreranno la prossima notte. A nord-est è sempre più vicina la frontiera col Tibet, e infatti Deng rappresenta il primo villaggio dove la popolazione è di origine tibetana. Quindi diversi sono i lineamenti delle persone e lo stile delle case, diversa è la lingua che si sente parlare e la religione, il buddismo, sarà sempre più presente sul territorio coi suoi simboli, Chorten, bandiere di preghiera e Mantra incisi sulle pietre. Non lontano da Deng si innalza una delle montagne più belle e impressionanti dell’area,  il Sringi Himal (7187 m).   Peccato che Mario e gli altri non abbiano potuto vederla perché…  continua a piovere!!!            Il tempo infatti dopo due mesi stupendi si è guastato  e questo    rende   certamente   meno   piacevole   l’ avvicinamento   al   campo   base.  Il morale è comunque alto,  il cammino prosegue e grazie al telefono posso portare  a tutti voi il saluto di Mario e company! A presto!

28 Marzo 2009 - Tra boschi e risaie

Prosegue il trekking lungo la valle del Buri Gandaki, con dislivelli modestissimi, quasi inesistenti, immersi in una natura che proprio ora, inizio della primavera, si risveglia in attesa che il monsone la renda poi talmente bella da lasciare senza fiato. Al di là di alcune zone del Nepal in cui un aeroporto tra le montagne consente di iniziare a camminare a una quota più elevata, moltissimi percorsi hanno inizio tra i 300 e i 500 metri. Naturalmente questo fa sì che la strada e il dislivello per giungere ai passi più alti, o ai campi base, sia maggiore, ma l'esperienza sia naturalistica che umana che in questo modo si può vivere è sorprendente! Nella parte più bassa dominano boschi con alberi di altissimo fusto, su cui da aprile a ottobre si arrampicano orchidee di ogni forma e colore. Queste aree sono di solito ben abitate, con villaggi circondati da campi di riso, orti rigogliosi e talvolta alberi da frutto. Le popolazioni fino a quote di 2500 2300 metri sono in generale di etnie di ceppo indiano, e di norma di religione induista.   Procedendo verso l'alto foreste di rododendri regalano visioni da sogno nel periodo della fioritura, tra aprile e maggio. Ancora più su tutto cambia,  gente,  lingua,  religione,  natura.   Ne   parleremo  nei  prossimi  giorni!  Ieri Mario e gli altri dovrebbero essere giunti in località Khorsane (600 m) o Kokhetar. I nomi  sono  un vero incubo  in  questi luoghi  fuori dal  mondo!!!    Oggi  dovrebbero  giungere a Labubesi,  a 750 metri  sul livello del mare,  pianura insomma.     Ma come scrive Mario è bellissimo, procediamo tra riso, boschi e pace.  Non poco, non credete?  Buona domenica a tutti voi!

25 Marzo 2009  -  Inizio
Ieri giornata intensa per Mario e gli altri. Ultime compere,  cibo, materiale, e tutte quelle piccole o grandi cose importanti quando si sa che si trascorreranno molti giorni tra le montagne. Oggi invece un lungo trasferimento in bus seguendo dapprima la strada per Pokhara lungo la valle del Trisuli, uno dei fiumi più importanti del Nepal, spettacolare nella sua prima parte dove ha scavato gole  profondissime le cui pendici sono coltivate soprattutto a riso, per poi deviare ed entrare in una valle secondaria, quella del Buri Gandaki, fino a raggiungere il villaggio di Aurghat Bazar, 570 metri di quota. Quanto tempo occorrerà per questo tragitto descritto in tre righe è assolutamente imprevedibile! Le condizioni delle strade, il traffico di camion allineati in file interminabili che si snodano lungo la direttrice principale che permette da ogni altro luogo del Nepal di raggiungere la valle di Kathmandu, scioperi improvvisi, e quant'altro una persona riesce ad immaginare, rendono una giornata  come  quella  che  stanno  trascorrendo  i nostri  amici  un  viaggio  nel viaggio!  Dimenticavo!  Ieri sera  Mario  mi  ha  raccontato  che  dopo lo  shopping,  verso  le   22  tutti si sono recati dal barbiere; capelli, barba e massaggi per farsi belli per la montagna! Anche questo è Nepal!!!     Non per ultimo ha lasciato poi un saluto per tutti voi!

23 Marzo 2009 - Partenza

Buon giorno a tutti!!!
Eccoci di nuovo insieme per seguire il cammino di Mario verso la vetta di un'altra grande, alta, bellissima montagna, il Manaslu, l'ottava cima della terra come altezza!Nelle prossime settimane avremo modo di conoscerne i pendii, il profilo, la storia, la stupenda area in cui si eleva.  Ieri sera la partenza, il salire su un aereo che in questo momento mentre scrivo, sta atterrando a Kathmandu,  l'affascinante capitale del Nepal, caotica, inquinata, rumorosa, ma dove si ha sempre la sensazione di essere "a casa".    Con Mario di nuovo Mario Panzeri, amico e compagno  di tanti passi sulle vette del mondo, e Marco Zaffaroni, in Himalaya a un anno di distanza dalla spedizione al Lhotse.    Con loro Marco Rusconi e Giuseppe Antonelli, mentre Roberto Manni li raggiungerà la prossima settimana. Verso il Manaslu anche tre giovani della Valsesia, Tiziano, Davide e  Simone, con i quali abbiamo brindato ieri sera,  idealmente insieme a tutti voi, alzando il bicchiere all'invito di Mario "Iniziate già da ora a fare il tifo!"    Un grazie anche a Luca, preciso e puntuale curatore del sito internet, su cui tutti potranno seguire questa nuova salita.    A presto quindi, appuntamento nei prossimi giorni con i nostri amici sui sentieri nepalesi!     

 

File di camion


 

Cedri

Alta valleRagazzaMuro ManiCerimoniaGente e danzeCampo base - foto PasabanCampo base - foto CimentiManaslu - foto Vassi Koutsaftis

orchideeuna piazzarisaie

Verso campo 2
Verso C1
La valle
Stelle di natale
Bimbo

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