CRONACA DELLA SPEDIZIONE

Marco Zaffaroni e Mario Merelli

 

 

 

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CRONACA DELLA SPEDIZIONE

CRONACA DELLA SPEDIZIONE

Notte al campo base

Baltoro - guardando indietro

SkarduAskoleLungo il BraldoPajuBaltoro - guardando avanti

Dal campo 3 al 4

Campo 2

La salita verso campo 1
La vista dall'alto
Campo uno
Il campo base e il K2
Broak Peak
K2 - 8611 metri
28 GIUGNO - 15 AGOSTO 2010
Tutti i dettagli della spedizione al K2

17 Agosto 2010 - In Italia
Mario Merelli e Marco Zaffaroni da qualche giorno sono rientrati in Italia ed impossibilitati a farlo di persona, vogliono ringraziare i numerosissimi amici che hanno seguito la loro impegnativa spedizione. "A tutti gli amici che hanno fatto il tifo per noi va il nostro più sincero ringraziamento".  Adesso per i due alpinisti è senz'altro il momento del riposo, prima di mettersi a pensare alla prossima montagna.

12 Agosto 2010 – Vicini al rientro
Sono drammatiche le notizie che ci giungono in questi giorni dal Pakistan. Le alluvioni hanno colpito tutto il paese  allagando villaggi,  facendo franare strade e causando migliaia di vittime.  Al nord scarseggiano il combustibile e gli alimenti.  “Siamo vicini a loro – afferma Mario dal campo base – e il nostro K2 passa in secondo piano” .  Il volo di rientro in Italia dovrebbe essere per il 14 agosto;  nel frattempo Mario si è improvvisato  cuoco con una ricetta del tutto originale: bocconcini di ananas con una fettina di lardo sopra. Provare per credere! 

08 Agosto 2010 – Inshallah

Oggi partenza dal campo base per il lungo trekking di rientro fino a Skardu e poi ad Islamabad per il volo di ritorno in Italia.  Mario ha deciso di non aspettare la prossima finestra di bel tempo, perché le condizioni della montagna sono veramente proibitive.  Le alte temperature di questi giorni hanno trasformato il massiccio del K2 in una continua pioggia di sassi e di ghiaccio e ieri il nubifragio è arrivato a toccare la quota di campo 2; dai corridoi scendono incessantemente acqua e pietre.  “Le montagne sono sempre qui – assicura  Mario – magari è solo un arrivederci!”  Possiamo immaginarcelo con l’ultimo sguardo rivolto alla vetta e nel cuore la speranza di un prossimo ritorno. Inshallah.


05 Agosto 2010 – Rientro al base
Purtroppo i dolori alla schiena dovuti ad un pezzo di giacchio che lo aveva colpito nei giorni scorsi, non si sono attenuati  e Marco Zaffaroni ha dovuto rinunciare a continuare a salire e da campo 2  è sceso fino al base.   La decisione è stata condivisa anche da Mario che lo ha accompagnato nella discesa ed a questo punto  la spedizione dei due alpinisti può considerarsi conclusa.  “Siamo una formazione collaudata  – ci riferisce Mario al telefono sempre  tramite Mireia -  e dobbiamo condividere i successi come le rinunce, per cui la decisione di scendere e rinunciare alla vetta mi è parsa l’unica possibile”.  Mario prosegue invitandoci comunque a fare il tifo per tutti gli alpinisti che sono impegnati in questi giorni sulle pendici del  K2 e che dovrebbero tentare la vetta domani o al massimo sabato, dato che la finestra di bel tempo si sta per concludere.  Rimaniamo in attesa di prossimi aggiornamenti sul rientro di Mario e Marco che comunque li terra impegnati ancora per diversi giorni.

04 Agosto 2010 - Riposo forzato a campo 2
Dopo la lunghissima e faticosa salita di ieri dal campo base al campo 2 con sulle spalle una grossa quantità di materiali necessari per l'allestimento dei campi in quota, nella notte Marco Zaffaroni ha sofferto di forti dolori alla schiena che non gli hanno consentito di proseguire la salita verso campo 3. I due alpinisti, di comune accordo hanno deciso di prendersi una giornata di riposo in attesa di vedere quali siano le condizioni domani mattina e a quel punto decidere se proseguire la salita verso l'alto oppure rientrare al base. Un inconveniente che a questo punto della salita non ci voleva e che speriamo si risolva con una notte di riposo. A presto per ulteriori aggiornamenti.

03 Agosto 2010 - Di nuovo al 2
I nostri alpinisti sono saliti al campo 2 direttamente dal base. Mario, tramite Mireia, ci racconta che sono saliti molto bene, stracarichi di materiale, ma lo saranno ancora di più domani quando dovranno portare anche la tenda e i sacchi a pelo fino al campo 3. Il tracciato domani per fortuna sarà più corto; oggi sono saliti di quota dai 5.050 metri del campo base fino ai 6.855 del campo 2, mentre il 3 dovrebbe essere sistemato ad una quota di 7.350 metri. Il morale è ottimo così come il tempo che al momento sembra tenere. Mario ci invia i suoi saluti e ci chiede di fare il tifo per tutti gli alpinisti che in questi giorni si stanno cimentando sui pendii di questa difficile montagna.

02 Agosto 2010 – Si sale lungo la via Cesen

Oggi al campo base del K2 splende il sole!  Già da ieri le piogge avevano lasciato spazio ad un po’ di sereno, indispensabile per compattare la tanta neve caduta negli ultimi giorni.  Con una finestra di bel tempo in arrivo, la frenesia degli alpinisti e la voglia di cominciare a salire cresce a dismisura. I giorni di fermo al base sono comunque serviti a Mario per stringere amicizie e per accordarsi con gli altri alpinisti sulle strategie di salita.  Dal campo 4 fino alla vetta Mario e Marco saranno affiancati da numerose spedizioni: saliranno infatti lungo la via Cesen (che sale sulla sinistra dello Sperone Abruzzi, storica via utilizzata da Lino Lacedelli ed Achille Compagnoni per la prima salita al K2 nel 1954) assieme ad americani, pakistani ed iraniani. La stessa via di salita sarà intrapresa anche dagli amici Gerlinde Kaltenbrunner e da Ralf Dujmovits .  Domani quindi la lunga salita verso campo 3 che dovrà essere attrezzato e poi, dopo avere pernottato smontato per riutilizzare il materiale al campo numero 4 da dove Mario e Marco, con le altre cordate tenteranno la cima di questa imponente montagna. Il tentativo per la vetta dovrebbe concretizzarsi, condizioni climatiche permettendo,  venerdì 6 o sabato 7.  Questa dovrebbe essere la settimana decisiva…..incrociamo le dita e facciamo il tifo per Mario e Marco.


31 Luglio 2010 - Fermi al base

Ancora nessuna novità dal campo base del K2. Il maltempo non da tregua e se a tenere banco la scorsa settimana erano state le copiose nevicate, in questi giorni gli alpinisti sono stati costretti dalla pioggia ad un riposo forzato in tenda. Pioggia e nuvole basse al campo base, neve e vento alle quote più in alto, non hanno consentito a nessuno dei numerosi alpinisti presenti di muoversi dal base per cominciare a salire. Il vento poi ha fatto il resto nei campi in quota, danneggiando buona parte delle tende faticosamente piantate. Uno spiraglio di bel tempo dovrebbe fare capolino a partire da martedi 3 agosto. A presto.......

27 Luglio 2010 – Ancora nubi all’orizzonte
La finestra di bel tempo si lascia desiderare sulle pendici del K2. Mario e Marco hanno fatto rientro al campo base (dal C2 dove avevano pernottato) perché  al  loro risveglio il tempo non prometteva niente di buono. Questo andirivieni dai campi alti è comunque indispensabile per un corretto acclimatamento alle quote più elevate. Mario, dal base, ci manda i suoi saluti, in attesa che le nubi lascino spazio ad un po’  di bel tempo, per ricominciare a salire in alto.

26 Luglio 2010 - Deposito al campo 3

Il maltempo dei giorni scorsi,  oltre a costringere gli alpinisti ad un riposo forzato al campo base, ha messo a soqquadro i campi in quota.  Mario e Marco sono saliti oggi al campo 2,  grazie ad una provvisoria tregua di bel tempo che però non dovrebbe durare che un paio di giorni.  Le tende del campo 2 di molte spedizioni sono state portate via dal vento e le poche rimaste tra cui quella di Mario sono state danneggiate, per cui il campo ha dovuto essere nuovamente riattrezzato, cercando di riparare al meglio la tenda.  La decisione per i giorni a venire, ancora incerti per quanto riguarda le precipitazioni nevose ed il vento, è quella di salire, ma di non montare il campo 3 onde evitare una nuova perdita di attrezzatura. I nostri alpinisti creeranno un deposito al termine delle rocce, con tutto il materiale necessario per il campo 3 che sarà montato quando le condizioni del tempo saranno decisamente migliorate.   Il pensiero di Mario è rivolto alla spedizione dei connazionali Giuseppe Pompili e Adriano Dal Cin che a causa della bufera di vento hanno perso tutta l’attrezzatura montata a campo 2 e sono stati costretti a scendere e ad abbandonare definitivamente ogni tentativo di assalto alla vetta.
 

24 Luglio 2010 - Bufera di neve

Una ininterrotta nevicata di quarantotto ore non ha permesso a nessuno di lasciare il campo base del K2 e cominciare a salire verso l’alto.  Il tempo è trascorso comunque velocemente per Mario,  che, circondato da amici, ha avuto modo di confrontarsi in lunghissime chiacchierate con alpinisti di tutto il mondo.   Grazie all’americano Mike Horn,  Mario e Marco hanno risolto un problema relativo alla produzione di energia elettrica.  Mike ha lasciato loro  un pannello solare di ultima generazione, “una vera e propria centrale elettrica” racconta Mario. Il lungo periodo di stallo al campo base sta per finire e lunedì il bel tempo dovrebbe concedere ai nostri alpinisti di ricominciare a salire. La meta sarà questa  volta  il campo 3, ancora da attrezzare e indispensabile per  qualsiasi tentativo di salita in vetta.  A presto con i prossimi aggiornamenti.  

21 Luglio 2010 – Gnocchi al campo base

Una ininterrotta nevicata ha costretto Mario e Marco ad un riposo forzato al campo base; riposo  comunque graditissimo dopo le fatiche dell’allestimento di campo 2.   Mario ha colto l’occasione di invitare un gruppo di amici per un pranzo nella tenda mensa a base di gnocchi preparati al momento.  “Siamo stati seduti a tavola per sei ore nelle quali non ha mai smesso di nevicare ed abbiamo discusso di tutto; di montagna, di attrezzature, dei nostri progetti e delle nostre esperienze non solo in alta quota ma anche nella vita.”  Nel gruppo di amici che ha allietato la tavola di Mario e Marco anche Ralf Dujmovits e Gerlinde Kaltenbrunner anche loro impegnati nella scalata al K2 ed il sudafricano Mike Horn e la guida svizzera Kobi Reichen che hanno appena concluso la scalata al Broad Peak ai quali vanno le nostre congratulazioni.  Non appena il tempo lo permetterà, sarà la volta di riprendere a salire per attrezzare il terzo campo in quota.  Dimenticavo, Mario manda i suoi saluti a tutti coloro che da casa stanno seguendo con entusiasmo questa nuova impegnativa scalata. A presto…..

19 Luglio 2010 - Campo 2
Anche il campo due è stato allestito!!!  Mario e Marco, dopo avere dormito al campo 1 sono saliti ancora più in alto ed hanno attrezzato il campo 2  a 6.855 metri di quota.  Hanno intrapreso la salita verso l’alto stracarichi di materiale, trasportando anche le tende che serviranno per il terzo campo in quota che verrà allestito nei prossimi giorni, condizioni metereologiche permettendo (pare che da domani debba nevicare fino alla mattinata di giovedì).  Ora si preparano a trascorrere la notte in quota al campo 2, indispensabile ad un corretto acclimatamento,  prima di ridiscendere al base per un periodo di riposo in attesa di ricominciare a salire.   Mario e Marco nei prossimi giorni dovranno infatti attrezzare il campo numero 3 ad una quota stimata attorno ai 7.350 metri ed il numero 4 a 7.950 metri dal quale partirà l’attacco finale per la vetta con una salita ininterrotta di 650 metri di dislivello, su tratti che arrivano a pendenze di 50°/55°.   Un saluto a tutti dalle pendici del K2.

17 Luglio 2010 - Di nuovo al base
Ieri mattina la decisione di ridiscendere al base senza proseguire verso il 2, e in effetti aver montato e dormito al campo 1 è stata già un’ottima cosa, visto che Mario e Marco sono appena arrivati da quelle parti!!!! Lo sforzo che faranno nei prossimi giorni, salendo a montare i campi alti, scendendo poi a riposare, risalendo, riscendendo, in attesa delle condizioni ottimali e del momento giusto per tentare la vetta, tutto questo lavoro richiede davvero un ottimo acclimatamento, e stare alcuni giorni al base, certamente più comodi che nello spazio ristretto di una tendina, mangiando e bevendo meglio, riposando bene grazie alla quota più bassa, fa sì che il fisico si adatti a queste condizioni estreme.  Di tutto questo non sarò io a raccontarvi nei prossimi giorni. Domani salirò su un aereo che mi porterà lontano, o meglio lontano dall’Italia ma certamente molto più vicino in linea d’aria a dove Mario e Marco si trovano. Sarò infatti tra le montagne del Ladakh, nel nord dell’India e loro due sono proprio dall’altra parte, così il mio tifo arriverà da loro più velocemente!!!   Mireia e Luca vi terranno aggiornati sui prossimi avvenimenti, e vi manderanno anche le immagini che come vi dicevo alcuni amici alpinisti della spedizione del 2004 al K2 mi regalarono.  A tutti voi l’augurio di buone giornate, e mi raccomando, tifate, tifate, tifate per Mario e Marco là sulle pendici di Chogo Rì, la Grande Montagna!!!     Patrizia

15 Luglio 2010 - Campo 1
Campo 1 raggiunto in una giornata di sole ma con molto vento! “Tutto a posto” scrive Mario, “abbiamo piantato la tenda vicino al Nido D’Aquila, la vista da quassù è magnifica!!!”. Credo che senza molti sforzi si possa immaginare perché quel luogo tra due pinnacoli rocciosi si chiami Nido d’Aquila e dalle foto che allego potrete anche voi essere parte, anche se da lontano, di quello spettacolo! Le fotografie da questo punto in su fanno parte di un gruppo di immagini scattate nel 2004 da Mario stesso, da Gnaro Mondinelli, da Alex Busca, da Karl Unterkircher, da Michele Compagnoni e da altri, immagini che poi al campo base mi hanno gentilmente regalato. Grazie a loro tutti noi potremo così ammirare l’ambiente che circonda gli alpinisti, e renderci anche conto delle difficoltà che lì si incontrano…
Mario e Marco stanno benissimo, il morale è alle stelle, e nella loro tendina montata a circa 6100 metri hanno appena gustato i salumi loro regalati da IBS; oggi perciò un ringraziamento speciale va agli amici di questa azienda… Una fetta di salame a più di seimila metri… Chissà che gusto super ha!!!     A domani, l’intenzione è quella di proseguire e montare campo 2…
Buona giornata a tutti.  Patrizia

14 Luglio 2010 - E' tempo di iniziare
Tutto bene al campo base del K2 raggiunto come previsto domenica. Gente che va, gente che torna, i “giochi” sulle pendici della montagna si stanno definendo, e anche per Mario e Marco è tempo di iniziare! “Ci siamo stabiliti con le nostre tende nel modo più comodo possibile su questo terreno instabile, che continua a muoversi, e che col passare dei giorni si tramuterà in un reticolo di piccoli canali dove l’acqua scorre, per poi gelarsi di nuovo durante la notte” racconta Mario. Sopra il campo l’immensa mole di Chogo Rì, che in lingua baltì significa appunto “Grande Montagna”. Ricordo che quando giunsi in quel luogo nel 2004 mi chiesi perché una montagna così bella, possente, dominatrice, di cui si avverte la presenza anche quando è nascosta dalle nubi, dovesse continuare ad avere una sigla come nome, K2 appunto. K è l’iniziale del gruppo montuoso, Karakorum, e 2 deriva dal fatto che durante i primi rilevamenti delle quote effettuati in quell’aera da T.G. Montgomery nel 1856 si commise un errore dell’altezza della sua cima, pensando che fosse la seconda dopo il Masherbrum che viene infatti indicato come K1. Anche dopo essersi accorti dell’errore, il fatto che il numero 2 coincidesse per Chogo Rì con l’essere la seconda montagna per altezza tra tutte quella della terra, fece sì che la sigla rimanesse, e tutti conoscono ora questo colosso di 8611 metri come K2!!! Le vicende sulla prima salita alla sua vetta, realizzata nel 1954, sono state descritte, scritte e riscritte, accettate e contestate così tanto che qui non ne parlerò!      Mario continua a raccontare: “Sia lungo il trekking che qui al base abbiamo incontrato moltissimi amici, sia pakistani, cuochi, portatori, ufficiali di collegamento, che alpinisti di ogni nazionalità, con molti dei quali abbiamo già diviso tanti campi base e salite e talvolta vette”. Già aggiungo io, i luoghi sono immensi, ma il mondo umano che ruota attorno alle grandi montagne è ristretto e quando lo si frequenta da tanti anni è impossibile non trovare qualcuno che si conosce!!!   “Ieri abbiamo cenato con Gerlinde Kaltenbrunner e Ralf Dujmovits, e poi parlando con l’alpinista iraniana Leila Esfandyari e il suo team ci siamo accordati per dividere la tenda mensa, è più bello mangiare in compagnia quando dopo le salite e le discese ci si ritrova qua in basso!”   E domani si comincia! Oggi il tempo è ancora instabile, come lo è stato nei giorni scorsi, ma le previsioni danno miglioramento e alcune giornate di tempo buono, così domani Mario e Marco lasceranno i 5050 metri del campo base, per oltrepassare l’ABC, campo deposito a circa 5400 metri, e iniziare la salita verso il campo 1, 6100 metri. Poi… vedremo!    Mario e Marco seguiranno lo Sperone Abruzzi, via chiamata “classica”, che deve il nome al suo scopritore, Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi, che la scoprì nel 1909. E di questa via avremo modo di parlare nei prossimi giorni!!!!
Un saluto caro a tutti voi dal campo base del K2, Mario e Marco dicono di iniziare a tifare per loro!!!  Patrizia

10 luglio 2010 - Campo Base del Brod Peak
Mario e Marco hanno proprio voglia di arrivare vicino alla loro meta e così bruciando le tappe, saltando anche la sosta al Circo Concordia, immenso spiazzo generato dall’incontro di tre tra i più grandi ghiacciai della terra, Broad Peak Glaciar, Upper Baltoro e Godwin Austen, sono arrivati al campo base del Broad Peak, anch’esso gigantesco monte alto 8047 metri! Qui hanno incontrato due amici svizzeri, Mike e Kori, che stanno apprestandosi a tentare la salita di questo gigante, e con loro ceneranno e passeranno la notte, prima di raggiungere domattina in poco tempo il campo base del K2. “Siamo contenti di avere incontrato questi vecchi amici e con loro è nata l’idea di unire le nostre forze per la scalata al K2!” ha detto Mario a Mireia. E parlando poco fa con lei ci siamo dette che è davvero una idea fantastica quella di creare un gruppo unito che affronterà Chogorì, la Grande Montagna, il K2…      A presto! Patrizia

09 Luglio 2010 - Tra Urdukas e Gore

E’ qui che si trovano Mario e Marco mentre scrivo, tra l’oasi di Urdukas, l’ultima che si possa chiamare tale, e il campo di Gore. A Urdukas, luogo a circa 4100 metri dove sui resti di un’antichissima frana si possono montare le tende, i nostri amici erano giunti ieri, dopo aver lasciato Paju, ed essere saliti sul fronte del ghiacciaio del Baltoro che come un lungo serpente apparentemente sonnacchioso si distende per chilometri tra guglie, torri di granito e cime innevate che superbe sembrano voler toccare il cielo. La pelle del serpente è rugosa, grigia, piena di cicatrici, di profonde ferite, perché il ghiaccio che costituisce il suo corpo è ricoperto ovunque da detriti e segnato da crepacci che scendono verso il cuore della terra. Il Baltoro… luogo di esplorazioni, di fatiche, di incredibili tentativi per salire sulle vette che lo sovrastano. Senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti del nostro pianeta, che ammalia e allo stesso tempo incute timore, ma che è lì pronto per essere percorso, come un lungo corridoio su cui si affacciano porte che nascondono misteri e meraviglie…

Svegliarsi a Urdukas e aprire la tenda sullo spettacolo che la natura lì ogni giorno rappresenta è un’esperienza davvero unica…

Lasciato Urdukas ci si dirige verso il primo vero campo che viene montato sulla superficie del ghiacciaio, quello di Gore, a circa 4500 metri, dove la notte è piena degli scricchiolii del ghiaccio che si rompe e si sposta, perché il serpente non è un fossile, è vivo e si fa sentire!      Il percorso da Urdukas a Gore è un continuo saliscendi, e ai detriti si aggiungono ora pozze turchesi là dove il ghiaccio si scioglie, e la meraviglia delle “Vele del Baltoro”, bianche formazioni triangolari che appunto come vele si muovono verso un porto che non si sa dove sia…

In questo giorno di cammino tutto intorno è un tripudio di vette dai nomi conosciuti, Torri di Trango, Masherbrum, Torre Muztag, e in fondo, ma sempre più vicini, il Broad Peak e la numerosa famiglia dei Gasherbrum.   Oltre alle montagne anche il sole sta facendo compagnia a Mario e Marco, e nonostante la fatica che si fa muovendosi in questi ambienti posso benissimo immaginare la loro felicità…       Un saluto a tutti dal Baltoro e da me.  Patrizia


06 Luglio 2010 - A Paju

Monotonia. Questa la parola che mi viene in mente pensando al percorso che Mario e Marco hanno fatto oggi per spostarsi da Jula e raggiungere l’oasi di Paju. E in più ha piovuto sempre!!!    O si segue il fiume, oppure, se questo è gonfio di acqua, si continua a salire e scendere, su tratti talvolta instabili, con un occhio che guarda in alto e uno in basso, per cercare di intuire, e quindi evitare, eventuali situazioni potenzialmente pericolose. Arrivare a Paju, 3700 metri, permette di tirare un sospiro di sollievo, e gli alberi, la cui vita è possibile grazie alla presenza di una sorgente, e i delicati petali delle rose che qui crescono, danno un tocco di gentilezza all’ambiente aspro che sta intorno. Una sorpresa attende però tutti quelli che giungono qui, ed è il fatto che se è limpido dall’oasi si vedono, anche se ancora distanti, le magnifiche “Cattedrali del Baltoro”!   Tradizionalmente ci si ferma a Paju un giorno intero, in modo tale che i portatori si possano riposare prima di proseguire sulla seconda e più impegnativa parte del percorso. Alla sera canti e balli, in generale propiziatori, chiuderanno la giornata.

Buona festa quindi per domani, e poi, dopo domani, il cammino riprenderà! Un saluto a tutti voi.  Patrizia

05 Luglio 2010 - Verso Jula
Skardu è ormai alle spalle, e alle spalle di Mario e Marco dovrebbe essere anche Askole, ultimo villaggio della valle abitato tutto l’anno, dove termina la strada carrozzabile e da dove, una volta distribuiti i carichi ai portatori, si parte per il lungo percorso che tra sassi e ghiaccio porta alpinisti ed escursionisti verso le altissime e spettacolari montagne del Karakorum. “Oggi piove, ma se tutto è ok domani dovremmo metterci in cammino, si inizia a fare sul serio!” ha scritto Mario ieri con un sms, seguito subito dopo da una altro inviatomi da Mireia dalle montagne orobiche. C’è un ideale ponte di comunicazione infatti tra Mireia, Mario e me, per cercare di tenervi sempre aggiornati!
Da Askole il sentiero abbandona gli ultimi campi coltivati e prosegue superando la grande morena che segna la confluenza con il ghiacciaio Biafo, per poi seguire costantemente con continui saliscendi le torbide e tumultuose acque del fiume Braldo. Un mondo dove i colori si fanno sempre più rari e dove persino il marrone lascia piano piano posto a un grigio profondo che talvolta sembra quasi soffocare ogni cosa… le alte pareti granitiche e le bianche vele di ghiaccio sono ancora distanti, bisogna pazientare…
La tappa odierna terminerà a Jula, a circa 3200 metri di quota, dove un campo attrezzato cerca di mettere un po’ d’ordine sulle conseguenze del passaggio di centinaia di persone in questi ambienti. Tutti infatti cucinano e mangiano, si lavano, espletano le loro funzioni fisiologiche, producono rifiuti, e questo crea un impatto enorme, che pur con le regole, la buona volontà e l’aiuto esterno non è di facile risoluzione… Per oggi è tutto. Dimenticavo, Mario ha anche scritto di salutarvi tutti e così faccio anch’io.
A domani, con le notizie dalla via al K2!   Patrizia

02 Luglio 2010 - In attesa.....
Già, Mario e Marco sono ancora a Skardu, in attesa dei bidoni coi materiali, perché è vero che loro sono volati velocemente fino all’oasi, ma il resto no!    Così non resta che passare il tempo su questa piana di sabbia spazzata talvolta da furiose tempeste di vento (e non vi dico che ambiente si crea!) oppure girovagare nelle valli laterali raggiungibili direttamente a piedi o dopo aver percorso qualche chilometro in jeep, e poi da lì fare qualche escursione per sgranchirsi le gambe e magari salire anche un po’ più in alto dei 2000 metri di Skardu. L’alternativa è passare da un negozietto all’altro in cerca di souvenir o delle pietre preziose, come acque marine e rubini, che in questa zona vengono estratti e lavorati. Cosa avranno scelto Mario e Marco??? Appena arriveranno i bidoni i nostri amici partiranno immediatamente alla volta di Askole lasciando alle proprie spalle gli alberi e i campi di grano maturo.   A presto, un saluto a tutti.   Patrizia

30 Giugno 2010 - Skardu e poi.....

Buon giorno! Che fortuna questa volta! Non solo Mario e Marco hanno potuto evitare di percorrere la Karakorum Highway, strada che ad ogni svolta, ad ogni curva, sembra interminabile, ma ieri, appena scesi dal volo intercontinentale ad Islamabad i nostri due amici sono riusciti a salire sull’aereo che sorvolando il massiccio del Nanga Parbat è atterrato infine nella verde oasi di Skardu!
Così oggi potrebbero già essere in Jeep sulla via di Askole, oppure avranno deciso di sostare un giorno per sistemare i materiali. Chissà! Ad ogni modo il K2 è ora già più vicino!  Buona giornata.  Patrizia

28 Giugno 2010 - Partenza

Carissimi, più o meno due volte all’anno torno da voi per raccontarvi quello che il nostro Mario si accinge a fare, ed eccomi qui infatti!!! Spero abbiate passato bene questi mesi, e prima di iniziare vi chiedo scusa se alcune mail vi arriveranno due volte, o ancora all’indirizzo sbagliato, o non vi arriveranno affatto! Siete diventati così tanti che fatico a stare dietro alla lunghissima mailing list!
Ma ora bando alle ciance, e via con questa nuova avventura che sta iniziando proprio mentre vi scrivo, perché l’aereo sul quale si trovano Mario Merelli e il compagno ormai di molte spedizioni Marco Zaffaroni, è decollato, destinazione finale Islamabad e poi, dopo giorni e giorni di cammino, Chogorì, da tutti conosciuto come K2!
Cercherò come sempre di tenervi aggiornati e di raccontarvi della terra e della gente del Pakistan e in particolare del Baltoro, e ringrazio già Luca grazie al quale tutti possono poi seguire i passi dei nostri due amici attraverso il sito.
A voi come sempre l’invito ad esserci, con il vostro entusiasmo e il vostro affetto, e intanto vi passo i saluti che Mario e Marco mi hanno consegnato per voi all’aeroporto di Malpensa!
A presto, buona giornata e ciao anche da me.    Patrizia

 

Fotografie e testi di Patrizia Broggi
www.ilnodoinfinito.net