8201 metri  -  la sesta vetta più alta del pianeta

 

20 ottobre – Il rientro.
E’ ormai agli sgoccioli la permanenza tra le montagne dell’Himalaya di Mario, Marco, Mireia, e del gruppo di amici che li ha accompagnati nella seconda parte di questo lunghissimo viaggio, coronato dal successo della salita al Cho Oyu e dal momento intriso di emozione in cui l’ospedale di Kalika è stato inaugurato…   Domattina, 21 ottobre, alle ore 6.55 un volo Qatar li riporterà in Italia, dove li accoglieremo con un forte abbraccio, chi all’aeroporto, chi con il pensiero! Appuntamento con voi prossimamente, per mostrarvi le immagini di questi avvenimenti di cui siamo stati partecipi attraverso i racconti di Mario.  A presto, e grazie da parte mia, di Mario e di tutti i protagonisti di questo tempo appena trascorso!  Patrizia

17 Ottobre 2009 - Verso Kathmandù

Sta per concludersi il viaggio di Mario. Il gruppo è ormai prossimo al villaggio da dove un piccolo aereo riporterà tutti a Kathmandu; poi a breve il ritorno in Italia. Vi terrò informati sul loro rientro. Purtroppo una triste notizia li ha raggiunti: il 15 ottobre, sulla parete sud dello Shisha Pangma, è morto Roby Piantoni, alpinista di Colere, in Val di Scalve. Un incidente, di cui forse si capirà perfettamente la dinamica, ma alla fine questo non serve… Amico di Mario da sempre, giovane, guida alpina, esperto e prudente, con al suo attivo moltissime salite… Si potrebbe scrivere così tanto, ma ieri con Mario abbiamo deciso di ricordare solo un momento, quello in cui il 21 luglio 2005 Mario, con Marco Astori, ha raggiunto la cima middle del Broad Peak… Roby, arrivato circa un’ora prima con alcuni alpinisti trentini, era lì ad aspettarli… La condivisione di una meta raggiunta, la felicità di stare bene. Un abbraccio su una vetta…
Ci sono persone che rimangono nel cuore per i motivi più diversi. Il modo di sorridere di Roby è per me uno di questi motivi…  Mario, Marco, Rosa, Raffaella e tutti gli amici del gruppo sono vicini alla sua famiglia in questo momento così difficile… Faccio loro da tramite attraverso queste righe e mi unisco a questo abbraccio…  Namastè Roby…
Patrizia

14 Ottobre 2009 -  Kalika Family Health Hospital.
F
atto. L’ospedale di Kalika è stato inaugurato ed è ufficialmente una realtà! Stavolta niente messaggi, ma la voce di Mario, il suo racconto, le sue parole mescolate alle emozioni: “E’ stato incredibile, difficile riuscire a descrivere queste ore appena vissute…” Ore, perché la cerimonia è iniziata alle 10, ora nepalese, e si è conclusa poco fa, quattro ore e mezza dopo! “C’era tantissima gente, quella di Kalika, altra arrivata anche da lontano, donne, bambini, uomini anziani che per orgoglio cercavano di non mostrare ciò che provavano, le autorità politiche della valle, i militari che controllano la zona…e poi il nostro gruppetto di 12… Ognuno ha parlato, discorsi intercalati a canti e balli… Una giornata bellissima, il sole splende e il panorama intorno è magnifico, i campi sono stati appena mietuti e tutti i tetti sono coperti dal raccolto… Ora c’è un tetto in più, quello dell’ospedale…”. Comprendo, e sento come se fosse mia, l’emozione di Mario… Momenti unici che nessuno dei presenti potrà mai dimenticare… Il racconto
continua: “Al termine abbiamo consegnato le 600 magliette che ho fatto fare a Kathmandu, bianche per i bimbi, nere per gli adulti. Sopra il simbolo dell’ospedale, unito al profilo di due montagne, il Diavolo e il Diavolino, a me così care… Poi, usciti noi, il lavoro dei dottori è iniziato, ed ora c’è già la fila…” Avere a  Kalika una struttura sanitaria costituirà un incredibile passo in avanti nel miglioramento della vita di questa valle sperduta tra le montagne, dove non si muore di fame, perché la terra è generosa, e la quota, intorno ai 2300 metri, fa sì che il clima sia ideale per l’agricoltura e l’allevamento, ma dove una semplice infezione, una polmonite, un parto difficile, possono costituire un pericolo incombente su tutti. Continua Mario: “Abbiamo appeso le foto di Sergio e di mio padre, e se qualcuno passando di qua vorrà portare quella di qualcuno che non c’è più lo potrà fare, è un bel posto davvero dove ricordarli… Domani scenderemo, seguendo un’altra via, tre giorni e poi il rientro a Kathmandu.” Un attimo di silenzio, e poi l’inconfondibile risata di Mario: “Ecco, anche la seconda tappa si è conclusa! Prima ho salito un 8000, il Cho Oyu, poi oggi un 9000, con l’inaugurazione dell’ospedale qui a Kalika, ora non mi resta che affrontare un 10000, il 28 novembre, il matrimonio!!!” Tre tappe davvero notevoli! “Caro Mario” ho risposto “l’augurio più grande è che la terza abbia un successo pari almeno a quelle che l’hanno preceduta!!!”.Continuiamo a parlare ancora, a lungo, poi di nuovo parole per tutti quelli che hanno supportato questo progetto: “Ringrazia ancora tutti, al primo mattone posato qui lo scorso anno, se ne è aggiunto un altro, e poi un altro, e poi il tetto, e ora i medici stanno visitando i primi pazienti… E’ una cosa fantastica…”. Sì, è vero, davvero fantastica…Infine i saluti: “Un fortissimo abbraccio a chi mi segue,
e la promessa che al mio ritorno tutti potranno vedere le immagini di queste intense giornate!”. Un saluto anche da me e l’appuntamento ai prossimi giorni, per seguire il rientro dei nostri amici.   Patrizia

13 Ottobre 2009 – Aggiornamento da Kalika…

E’ arrivato un messaggio di Mario, ne riporto una parte, così com’è: “…QUI ACCOGLIENZA STRAPPA LACRIME… ARCO FIORITO ENTRATA PAESE, TUTTA LA GENTE, BANDA MUSICALE E BALLI… DOMANI ORE 10 INAUGURAZIONE. MANCA ANCORA TANTO,  MA INFERMERIA CON MEDICINE E 2 DOTTORI OK… GRAZIE AMICI, GRAZIE DI CUORE…”
Non serve aggiungere altro. A domani allora, con l’inaugurazione… Patrizia

13 Ottobre 2009 - A destinazione!

Mario e tutti gli altri sono ormai prossimi a Kalika, dove arriveranno in giornata. Gli abitanti stanno andando loro incontro, e poi l’accoglienza e i festeggiamenti non lasceranno spazio a niente altro. Ieri giornata stupenda per ci nostri amici: “Abbiamo piantato il campo alla confluenza di due fiumi” scrive Mario. “Il tempo è stupendo e ne abbiamo approfittato per fare il bucato e un bel bagno, è stato fantastico!”. Come non crederlo? Immergersi in un grande fiume himalayano, che scende dalle montagne, impetuoso e freddo, in una giornata di sole, è una delle esperienze più incredibili che si possano fare! Termina così il messaggio di Mario: “Ora, puliti e rimessi a nuovo, ci prepariamo al momento del nostro arrivo a Kalika…” Sarà sicuramente una grande emozione per tutti! Buona giornata. Patrizia

10 Ottobre 2009 - Dolpo.
Il messaggio arriva da Jula, regione del Dolpo, Nepal nord occidentale. “Siamo arrivati qui con un elicottero”  scrive Mario “Non c’erano aerei ed era l’unico modo per volare da Kathmandu”. Il monsone sta ancora facendo sentire il suo effetto, spesso piove e così talvolta i piccoli aerei che collegano tra loro le località sul territorio nepalese non possono volare. Ora non resta che dirigersi verso Kalika, e l’ospedale costruito in seguito a un progetto avviato e sostenuto dall’associazione La Goccia (Notizie e foto su: www.la-goccia.it/content.asp?ID=309). Il 18 aprile 2008, prima di dirigersi verso il Lhotse, Mario e Marco presenziarono alla posa del primo mattone, e ricordo ancora l’emozione nella loro voce quando mi telefonarono da quel piccolo villaggio, mentre, circondati dagli abitanti, quel gesto simbolico dava il via alla costruzione di una struttura fondamentale per il miglioramento della vita locale. Ora, un anno e mezzo dopo, ecco Mario e Marco avviarsi di nuovo verso Kalika, dove l’ospedale verrà inaugurato! Scrive ancora Mario: “Siamo in dodici, ed andiamo ad inaugurare l’ospedale carichi di entusiasmo e sicuri di fare del bene… Ringrazio tutti gli amici che hanno contribuito, li ringrazio dal profondo del cuore…”. Nel gruppo che sta per iniziare il breve trekking verso Kalika c’è anche Rosa Morotti, moglie di Sergio Dalla Longa, alpinista scomparso sulle pendici del Dhaulagiri nell’aprile del 2007, mentre anche Mario si trovava sulla montagna. Un filo sottile lega tutti questi uomini e donne che là, tra e sulle Grandi Montagne, condividono passioni, gioie e drammi, e che cercano, con gesti come quello di sostenere un progetto di solidarietà, di andare oltre l’arrivare su una vetta… “Rosa ha nel suo zaino una foto di Sergio, e mia sorella Raffaella ha con sé la foto di nostro padre… Anche loro sono qui con noi”…
Buona domenica a tutti. Patrizia

08 Ottobre - Il riposo.

Buon giorno a tutti voi! Sono passati diversi giorni da quando ho scritto l’ultima volta, ma eccomi qui a riprendere il racconto di cosa accade a Mario e gli altri.  Dopo la fatica della salita, le emozioni intense al
raggiungimento della vetta, la lunga e altrettanto faticosa discesa, carichi di tutto il materiale dei campi 2 e 1 portato al base per lasciare pulita la montagna, dopo la festa con Mireia, lo staff e gli amici che aspettavano, non è restato altro che smontare il campo base, caricare gli yak nel frattempo arrivati, e percorrere a ritroso il cammino fatto quasi un mese prima, non senza avere prima rivolto uno sguardo al Cho Oyu, bellissimo col suo mantello di neve, le cui pendici torneranno ad essere avvolte dal silenzio tra non molto, quando tutti se ne saranno andati…   Poi le jeep, la Friendship Highway, lo scendere di quota in poche ore, in modo quasi verticale, per lasciare un mondo arido, fatto di grandi spazi, colorato di ocra, dove i venti soffiano liberi di correre, e trovare i primi arbusti, i primi alberi, il colore verde, l’umidità che impregna l’aria e che sembra quasi voler far scoppiare i polmoni in modo analogo a quando l’ossigeno era solo un lontano miraggio… Difficile descrivere queste sensazioni… forse un giorno proverete anche voi, è una cosa unica,  travolgente, e per me sempre intrisa di un pizzico di magia…Poi Kathmandu, le voci, i clacson, l’inquinamento. Quasi un pugno nello stomaco. Ma quante belle cose si trovano poi lì. Un letto, un vero letto. Una doccia, una vera doccia,  calda e abbondante. Vestiti puliti. Amici. E cibo di tutti i
generi. “Sono tre giorni che mangiamo” mi scrive Mario “stiamo bene, siamo felci, e ora aspettiamo che arrivino gli altri, oggi saranno qui, poi domani via verso il Dolpo!”. Già, perché il gruppo aumenterà, e saranno in tanti a vivere questa seconda parte del viaggio. C’è gioia nelle parole di Mario: “Arriverà anche mia sorella Raffaella, così dopo la Luigina (la mamma) anche lei vedrà il Nepal…” Sì, perché è davvero bellissimo far conoscere alle persone a cui si vuol bene un paese che si frequenta da così tanto tempo. E inevitabilmente, dopo esserci stati, anche loro capiranno cosa ci porta là così spesso, quali sono le ragioni per cui si lascia casa talvolta per mesi… Le montagne, la gente, tutto ciò che ruota attorno ai colori, ai suoni, alla vita di un luogo come quello…  Da domani quindi via verso altre montagne e l’appuntamento con la solidarietà!   Buona giornata.   Patrizia

30 Settembre 2009 - Campo base!
La voce di Mario giunge questa volta dal campo base! “Siamo arrivati poco fa” mi dice con soddisfazione e tranquillità. “Ora possiamo rilassarci e festeggiare!”. Ad accoglierli Mireia, Roberto e l’altro Marco, partiti con loro e che con loro proseguiranno in questo viaggio non ancora concluso! “E’ stata lunga, davvero lunga. Non ci sono difficoltà tecniche particolari in questa salita, ma ieri andando verso la cima i zig-zag sembravano non finire più…”. Le mie domande e il suo racconto si sovrappongono in continuazione! “Lo sai vero Pat?” mi dice “Solo ora che siamo arrivati al base possiamo veramente rilassarci e goderci la vetta!”. E’ proprio così!. Prosegue Mario: “A Kathmandu Miss Hawley mi aveva detto che dovevo vedere la cima dell’Everest da lassù, altrimenti non mi avrebbe dato la vetta del Cho Oyu come valida. Così sono arrivato in alto e non si vedeva, poi ho intravisto un sentierino che andava ancora più in là, ho raggiunto le bandiere di preghiera tibetane che sventolavano e allora da lì eccola finalmente la cima dell’Everest!!!”. Che emozione ad ascoltare queste parole, racchiudono fatica, aspettativa, gioia e quanto altro ancora… Racconto a Mario di tutti i vostri messaggi, del vostro sostegno. “Ringrazia tutti, i tifosi, gli amici, gli sponsor, tutti quelli che hanno creduto di nuovo nel mio andare per montagne! Non ci sono parole per esprimere loro la mia gratitudine…”. Non servono parole vero? Continuiamo a chiacchierare per un po’, facciamo battute su questo strano viaggio di nozze anticipato, e anche Mireia è d’accordo su questo, davvero strano! “Bè” dico “se ne può fare anche un altro normale dopo!!!”… La voglia di scherzare è tanta, adesso lo si può fare davvero! Gli yak arriveranno al campo base dopo domani, poi il rientro verso la frontiera e Kathmandu. Da lì un altro viaggio nel viaggio, quello verso il Dolpo e l’ospedale di Kalika… Racconteremo anche di questo, perciò non andate via!!! Ora è sera al base, la cena sarà pronta! “Formaggio fuso” mi dice Mario “sapore di casa insomma…”. E un bel brindisi alla loro salute lo facciamo anche noi!  Patrizia

30 Settembre 2009 - In discesa.

Eccomi qui con qualche aggiornamento. Mireia, fondamentale ponte tra le pendici del Cho Oyu e noi qui, mi ha fatto sapere che Mario e Marco stanno bene, e che in questo momento di trovano al campo 1. Come infatti già supponevamo ieri pomeriggio, dopo la vetta, stanchissimi, i nostri due amici si sono fermati a dormire al campo 2. Scendere all’uno sarebbe stato davvero rischioso. Nelle prossime ore proseguiranno nella discesa e dovrebbero raggiungere il campo base per l’ora di cena, che sicuramente sarà un momento di grandissima festa!!!   Non appena avrò modo di sentire di nuovo Mario, passerò a lui e Marco tutti i vostri numerosissimi messaggi pieni di saluti, complimenti e affetto!!!! A presto. Patrizia


29 settembre – E’ vetta!!!!

7.14, la strada è quella trafficata e noiosa di ogni mattina per andare al lavoro. Suona il telefono. La voce felice di Mireia dal base: “SONO IN CIMA, SONO IN CIMA!” Come non essere felici con lei!!! “Mario è arrivato su alle 9.30 (ora nepalese), Marco verso le 11, stanno bene!!! Sono partiti dal campo 2 verso mezzanotte, il tempo era brutto, ma poi si è rimesso al bello.” Parliamo ancora un po’, le lascio i saluti per gli amici lassù, e riprendo la mia strada. Cento metri. Suona di nuovo il telefono “Zaffa Thuraya” sul display. SONO LORO DALLA VETTA! La voce di Mario, limpida, profonda, felice “Ciao Pat, siamo su!” Di nuovo condivisione di felicità. Bellissimo!!! Racconta Mario: “E’ stata lunghissima. La nostra tenda a campo due era a circa 7100 metri, qui sono 8201, tanta strada!!! Ma stiamo bene, siamo qui con un amico austriaco, ora riposiamo un po’ e poi iniziamo a scendere. Il tempo è stupendo qui in alto, ma intorno si vedono solo le cime superiori agli 8000, Everest, Lhotse, Shisha Pangma, il resto è nelle nuvole…” Stiamo entrambi un attimo in silenzio, e attraverso il respiro di Mario gusto anch’io quel momento unico… Prosegue Mario “Dedico questa cima a Mireia, mia futura moglie, e a Silvio Mondinelli, perché è anche grazie a lui che sono qui, da lui ho imparato tante tante cose..” Ancora silenzio… “Marco dedica la cima agli amici che non ci sono più e alla sua splendida bambina, la vita che prosegue…” Emozione nella sua voce, là vicino al cielo…
Sento il saluto di Marco poco lontano, che con quello di Mario è per tutti voi che avete incrociato le dita! Ora la discesa, probabilmente fino al campo 1.
Spegniamo il telefono entrambi, oggi la mia giornata di lavoro sembrerà meno pesante, perché con il cuore sarò là, tra le Grandi Montagne!
Un saluto e un grazie a tutti voi anche da parte mia. Patrizia

28 Settembre 2009 - Fermi!

Nei giorni scorsi tutto si è svolto come previsto. Venerdì riposo, sabato Mario e Marco sono partiti raggiungendo il campo 1 mentre Mireia è rimasta al base facendo da ponte tra loro e il resto del mondo, e ieri, domenica, i nostri due amici hanno proseguito per il campo 2, dove hanno dormito. Questa notte avrebbero dovuto partire per la cima, ma il messaggio di poco fa dal base è chiaro: “Oggi resteranno fermi al 2, perché il meteo non è ilmassimo! Tenteranno la prossima notte.”. Attesa quindi, anche per tutti noi!
Buon inizio di settimana. Patrizia


24 Settembre 2009 - Campo due e ritorno.
Ecco fatto, il campo 2, 7100 metri, è stato preparato!  “Siamo rientrati adesso al base e sai, come sempre quando si scende sembra di arrivare a casa… ” scrive Mario poco fa. Immagino, sì, immagino benissimo l’arrivo, il togliersi gli zaini dalle spalle e gli scarponi dai piedi per sedersi finalmente a bere qualcosa in tranquillità! “Tutto bene, davvero bene” continua Mario, “Il tempo è ottimo e la montagna è stata salita l’altro ieri, ieri e anche oggi, Ora tocca a noi! Domani riposo assoluto, poi torniamo su a C1, il giorno dopo continuiamo per C2, e poi… su per la cima!!!” E’ la prima volta che questo viene detto e scritto, ma ora è arrivato il momento! Le previsioni meteo sono buone, e noi siamo pronti a incrociare le dita per Mario, Mireia e Marco! Saluti a tutti dal campo base. Patrizia

22 Settembre 2009 - Di nuovo in alto!

Il programma è stato rispettato! Il messaggio giunge da Mireia, rimasta al base: “Tutto bene, Mario e Marco sono saliti al campo 1, domani continueranno per il campo 2 dove resteranno una notte a dormire.” Tutto procede quindi regolarmente, mentre il tempo è ottimo. Anzi… Prosegue Mireia: “Oggi fa un caldo infernale, in tenda ci sono 42 gradi!!!”. Una temperatura così a 5600 metri di quota è davvero notevole, anche se ovviamente all’aperto, o più in altro, o quando il sole cala, è un altro discorso. “Goditi il calduccio.” le rispondo “Un abbraccio a te e agli uomini in alto da parte di tutti noi!” Questo in risposta ai saluti per tutti mandati da MMM, Mireia, Mario, Marco, dalle pendici del Cho Oyu. Buon inizio di autunno! Patrizia


19 Settembre -  Di tutto un po'

Buon giorno a tutti, da me, da Mario e Mireia in questo momento al campo base, e da Marco salito al Campo 1 per passarvi la notte. “Oggi Marco starà su, e poi domani scenderà di nuovo al base” scrive Mario nel suo messaggio. E continua “anche se è arrivato qui dopo di noi sta bene, e quindi l’idea è poi di riposare tutti un giorno e salire a preparare il campo 2, a circa 7200 metri”. In effetti il campo 2 non è stato ancora montato. “L’altro giorno c’era troppo vento, così ho deciso di non portar su niente, era alto il rischio che volasse via tutto! Sono salito fino a circa 6600 metri e poi giù.” Già, trasportare materiale sulle proprie spalle quando Eolo soffia prepotente tra le montagne, e lasciarlo in alto per quattro o cinque giorni, può essere davvero un azzardo! Scrive ancora Mario: “Qui tutto bene davvero, ci sentiamo in forze! Mireia ed io andiamo ora a fare una passeggiata fino al Nangpa La”. Il Nangpa La, passo di ben 5716 metri, è stato sin dai tempi antichi un punto cruciale lungo una delle più importanti rotte carovaniere dell’Asia. File interminabili di yak trasportavano soprattutto sale dai grandi laghi salati del nord, per poi riportare in Tibet, dal Nepal e dall’India, merci e beni di ogni tipo. Un’ottima rappresentazione di ciò che era è data dal film “Himalaya, l’infanzia di un capo”, girato dal regista Eric Valli nella regione nepalese del Dolpo. Inoltre il Nangpa La è stato valicato nei secoli, e non senza difficoltà, da migliaia di pellegrini che si recavano a Lhasa o alle montagne sacre per effettuarne il Kora, il periplo dal profondo significato rituale. Le vicende degli ultimi cinquant’anni hanno mutato radicalmente tutto questo. Le lunghe carovane sono scomparse ed è ufficialmente proibito valicare il passo, anche se centinaia di persone sono fuggite o hanno cercato, e cercano ancora di farlo, attraverso di esso…. Solo ad alcuni piccoli gruppi di mercanti è permesso scendere settimanalmente sul versante nepalese fino a Namche Bazar, per vendere la propria mercanzia, ora quasi esclusivamente di produzione cinese, al mercato locale. Da qualche anno un accordo tra Cina e Nepal permette anche agli escursionisti in territorio nepalese di giungere in cinque giorni da Namche fino al Nangpa La, percorso che precedentemente doveva essere interrotto nel magnifico villaggio di Thame. Ma torniamo ai nostri amici. Un altro sms di Mario: “Se tutto procede regolarmente, e se il tempo tiene, martedì saliremo a montare campo 2 e dormiremo lì. Poi giù al base e la prossima volta che andremo su…”. OK, qui mi fermo io, per giusta scaramanzia!!!!    Buona domenica a Mario, Mireia, Marco e tutti voi!   Patrizia

16 Settembre 2009 - Al base e poi.....
…poi ancora su! Solo un giorno di riposo per i nostri amici!!!  Poco fa un sms: “Mireia ed io siamo di nuovo a campo 1, c’è vento, ma il tempo è bello e così ne abbiamo approfittato! Domani provo a salire e montare campo 2, poi giù al base.”. Davvero ottimo non c’è che dire.  Così la salita lungo i fianchi del Cho Oyu procede. E a proposito del Cho Oyu, vi avevo detto che ci sarebbe stata una sorpresa… 
Giugno 2007. Con Maria Luisa riposo in una locanda a Tingri. Siamo in Tibet per una supervisione dei progetti di Eco Himal (www.ecohimal.it). Il viaggio è intenso e faticoso. Abbiamo appena assistito a un magnifico tramonto che ha infuocato le nevi del Cho Oyu e dell’Everest il cui nome locale è Chomolangma. Il freddo arriva improvviso e ci rintaniamo nella cucina riscaldata dalla stufa. Ascolto incantata le storie e le leggende che Maria Luisa Nodari raccoglie stando tra la gente durante le sue ricerche. E’ un’antropologa e si occupa in particolare di montagne, non per chi le sale, ma per quello che esse rappresentano per le persone che sotto le montagne trascorrono la propria vita.  Qui a Tingri domina il Cho Oyu ed è su di lui la storia di questa sera… “Sì, perché in realtà il Cho Oyu è un Lui, non una Lei come si pensa” dice Maria Luisa. “ Il suo nome significa Il Signore Turchese. E pensa Pat, Lui è innamorato perdutamente della Signora di Langma, Chomolangma. Ma Lei a sua volta è innamorata del Makalu che però le dà solo le spalle, mentre Lei continua a guardarlo da qualche milione di anni senza speranza…”.  Un nodo alla gola… destino di tanti innamorati penso e nel silenzio che segue il racconto mi accorgo che gli altri avventori ci guardano! Già, i nomi pronunciati da Maria Luisa sono tibetani e la gente, anche se non comprende il resto, capisce che si sta parlando della loro terra, e ML parla il tibetano, e le domande iniziano, ed è bellissimo, mentre la zuppa cuoce, lì sull’altopiano, tra le montagne più alte del globo, sentire che fuori non c’è solo buio e un paese pieno di problemi, non ci sono solo vette da salire, c’è quello che Maria Luisa ed io chiamiamo “un Mondo”… Dimenticavo! Mario nel suo messaggio ha scritto anche “SALUTA TUTTI!”. A presto. Patrizia

14 Settembre 2009 - Campo uno

Il lavoro è già iniziato! Poco fa infatti il messaggio di Mario: “Salito a montare campo 1, e portato tutto quanto necessario per un campo. Zaini sempre pesantissimi!”. Non ho dubbi su questo! Trasportare in alto con le sole proprie forze il materiale per i campi, i viveri, e tutto ciò che serve per affrontare una salita su queste montagne, deve essere davvero duro… Prosegue Mario “Il percorso è tutto su morena, e l’ultima parte è su un ghiaione ripido. Ma si va su in scarpe da ginnastica,  la neve inizia solo sopra..” Nelle foto di Emilio è evidentissimo il tipo di ambiente di questa prima parte dell’ascensione! Il campo 1 si trova a una quota di circa 6400 metri, già notevole quindi! Ora uno o due giorni di riposo attendono i nostri amici, prima di poter riprendere a salire. Il tempo sembra essersi stabilizzato, speriamo il sole continui a splendere sul Cho Oyu!   Patrizia


12 Settembre 2009 - Campo base avanzato

Come previsto due giorni di marcia e il campo base avanzato è stato raggiunto! Situato su una morena a circa 5600 metri di quota, costituirà da oggi in poi il vero e proprio campo base della spedizione, e così lo chiameremo d’ora in poi. “Oggi c’è un magnifico sole ed è davvero un bel posto!” scrive Mario, che continua “abbiamo già sistemato tutto e così domani potremo riposare prima di iniziare a salire un po’”. Fondamentale è infatti preparare un campo base il più possibile confortevole, perché è lì che si farà ritorno nei prossimi giorni dopo le salite per allestire i campi superiori, mentre il fisico si abitua ad altitudini così diverse dalle solite.   Dal campo il Cho Oyu, coperto dal suo spesso mantello di bianchissimo ghiaccio, è perfettamente visibile… Sesta montagna della terra per altezza,  il Cho Oyu è stato salito per la prima volta il 19 ottobre 1954, quinta vetta di ottomila metri ad essere toccata dopo Annapurna (giugno1950), Everest e Nanga Parbat (maggio e luglio 1953)  e K2 (luglio 1954). La traduzione del suo nome sembra essere “La Dea Turchese” ma… una sorpresa vi attende!!!   Mentre scrivo è oramai scesa la notte sull’Himalaya…  Buon riposo quindi ai nostri amici.   Patrizia

11 Settembre 2009 - In cammino
L’appuntamento che vi avevo dato pochi giorni fa è saltato, ed eccomi qui solo ora a continuare il racconto! Dopo aver attraversato il confine tra Nepal e Cina, aver oltrepassato la cittadina di Nyalam, circa 3700 metri, dove di solito si trascorre una notte, indispensabile soprattutto per un buon acclimatamento, e aver valicato il Lalung La, la Friendship Highway prosegue con continui saliscendi fino alla capitale Lhasa, raggiungibile in 3-4 giorni. Ma Mario e la sua spedizione si sono fermati prima. Infatti il “bivio” per andare verso il Cho Oyu, si trova a Tingri (o Dingri), circa 50 chilometri dopo il confine, a una quota di circa 4300 metri. La sua posizione sulla via tra Lhasa e Kathmandu, ma soprattutto l’essere la porta verso il Nangpa La, il difficile e alto passo tra le montagne che mette in comunicazione con la valle del Khumbu in Nepal, e che ha costituito, e costituisce ancora, la via di fuga per centinaia di tibetani, ha sempre fatto sì che il nome di Tingri fosse tra i più conosciuti del paese… Poi l’aumento massiccio del turismo, il numero sempre maggiore di spedizioni che da qui passano dirigendosi verso il Cho Oyu e anche l’Everest, l’interesse economico della Cina che sta completando persino l’asfaltatura di tutta la Friendship Highway, lo scambio continuo di merci con il Nepal, hanno trasformato Tingri, fino a qualche anno fa poco più di un villaggio abitato da pastori e piccoli commercianti, in una cittadina caotica e priva di identità. Tingri rappresenta anche l’ultimo luogo dove è possibile fare spese e approvvigionarsi di quanto necessario per la permanenza al campo base, ed inoltre è un luogo “sicuro” dove scendere in caso di problemi dovuti alle quote più alte a cui permarranno i componenti delle spedizioni. Dalla cittadina, perfetto palcoscenico sul Cho Oyu e sull’Everest che al tramonto si vestono di rosa, i nostri amici hanno proseguito e hanno raggiunto ieri il campo base del Cho Oyu, situato a una quota identica a Tingri. In effetti questo è solo un campo base logistico, mentre il vero campo base, chiamato Avanzato (ABC), dista una quarantina di chilometri che si percorrono a piedi in due giorni. Ed oggi Mario e gli altri hanno iniziato il cammino verso la vetta della montagna! “Stiamo bene” mi scrive Mario, “finalmente metteremo  gli scarponi ai piedi..”. Anche se non sento la sua voce percepisco perfettamente l’eccitazione di un momento come questo, in cui un progetto inizia a trasformarsi in azione e quindi in realtà!   Il monsone staziona ancora sulla catena himalayana e il tempo non è dei migliori. Ma le previsioni sono buone, e quindi, come si dice, “zaino in spalla e via!!!”.   Le immagini che avete visto finora sono state scattate da me, ma da oggi in poi troverete fotografie tratte dal sito di Emilio Previtali (www.emilioprevitali.com); Marco Zaffaroni era stato suo compagno di spedizione al Cho Oyu nel 2002 e quindi gentilmente Emilio mi ha concesso di usarle. Grazie a lui potremo così seguire i nostri amici per i giorni a venire anche con gli occhi!!!    A presto e buona giornata.   Patrizia

07 Settembre 2009 - Non solo montagne
Giungere a Kathmandu è sempre come tornare a casa! Questo vale per tutti coloro che vanno e vengono dal Nepal, e in altre occasioni ho scritto di questo, del caos della città, dei colori, degli odori, dell’inquinamento, della bellezza che ogni volta stupiscono e avvolgono chi va o torna nella capitale del Nepal! Lungo le vie di Thamel, il quartiere turistico, pieno di botteghe, ristoranti, internet point, venditori ambulanti, librerie, panetterie, vi sono alcuni luoghi che sono divenuti punti di incontro ormai storici: “Pilgrims”, dove puoi trovare ogni sorta di pubblicazione nuova o vecchia; il “Tom & Jerry Pub”, ritrovo serale sui cui muri fanno mostra di sé decine di magliette firmate dagli alpinisti di tutto il mondo e dove i drink hanno nomi quali “Annapurna Base Camp”, tanto per stare in tema! E poi la pizzeria per eccellenza, “Fire and Ice” dove è obbligatorio andare a mangiare la pizza quando torni da un trekking o da una salita. Ebbene, Mario mi dà una
tristissima notizia, Fire and Ice ha chiuso!!!! Bè, direte voi, è solo una pizzeria! Ma non è così, è in effetti un pezzo di storia della città, e sono certa che chiunque conosca Kathmandu non può che sperare che questa chiusura sia solo temporanea. Ma anche il Nepal è nella morsa di questa crisi globale, anzi ne è ancora più stritolato viste le sue vicissitudini politiche e sociali degli ultimi anni… E un paese, anche se cuore del regno Himalayano, non è fatto solo di montagne, è fatto di gente, di lavoro, di disperazione… Quante cose ci sarebbero da scrivere su questo… Ecco così lo spunto per raccontarvi di un altro aspetto di questo nuovo viaggio di Mario, Mireia e Marco; non solo spedizione alpinistica, viaggio di nozze anticipato con testimone, ma anche viaggio solidale. Tornati dal Cho Oyu, i nostri tre amici si recheranno infatti nel Dolpo, precisamente nel villaggio di Kalika, dove si recarono già nel 2008 per la posa del primo mattone dell’ospedale che ora con grande gioia andranno ad inaugurare! Potete trovare maggiori informazioni su www.la-goccia.it/progetti/progetto_dolpo.asp. Con Mario, Mireia e Marco vi sarà un gruppo di amici che partiranno dall’Italia il 6 ottobre. Ci sono ancora dei posti per questo trekking; se qualcuno di voi fosse interessato può contattarmi mandando una mail a: newsletter@mariomerelli.com Essere a Kalika per l’inaugurazione di una cosa così importante per la popolazione di quella zona sarà certamente un’esperienza fuori dal comune…Quante cose questa mattina vero? Vi chiederete: ma la spedizione vera e propria? Ecco, tutto procede come al solito in questi casi! Sabato le ultime spese, ieri lo sdoganamento del cargo e la preparazione dei bidoni, ed oggi via verso il Tibet, lungo la mitica Friendship Highway, opera umana straordinaria, 1000 km di strada che uniscono Katmandu a Lhasa, con un percorso che attraversa scenari mozzafiato e i più diversi ambienti, scendendo dapprima agli 800 metri sul livello del mare di Dolalghat, a un centinaio di chilometri da Kathmandu, per poi attraversare il confine con la Cina e salire attraverso gole vertiginose, circondati dalle montagne, e giungere al doppio passo di Yarle Shung La 5150 metri e Lalung La, porta maestosa dell’altopiano tibetano. Da qui in avanti… racconterò domani!   Patrizia

03 Settembre 2009 - La partenza
Cho Oyu provate a ripetere questo nome un po' di volte ha un suono magico, quasi ipnotico Montagna stupenda, che si alza sull'orizzonte dell'altopiano tibetano con i suoi ottomiladuecentouno metri. Per quella cima sono partiti ieri Mario Merelli, Mireia Giralt e Marco Zaffaroni, tre M questa volta! Così eccoci qui di nuovo, io a cercare di raccontare, voi a leggere e incrociare le dita. Un viaggio un po' diverso per Mario questa volta. Molti di voi lo avranno già saputo, e certo per chi ancora non lo sa la notizia sarà una di quelle che si dice essere belle notizie! Già, perché al ritorno dal Cho Oyu Mireia, ora compagna di spedizione, diventerà per Mario compagna di vita e il cammino verso la montagna è una sorta di viaggio di nozze anticipato!!! Doppi auguri quindi, per la vetta e per un percorso ancora più interessante!!!
L'appuntamento con voi è per i prossimi giorni, con il racconto e le notizie di quest'altra spedizione tra le Grandi Montagne.  Buona giornata.  Patrizia

 

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Campo base avanzato

Pietraia infinitaSalendo al campo uno

29 Settembre 2009

 

Le fotografie della spedizione e dell'inaugurazione dell'ospedale di Kalika

 

Mario e Mireia al campo base

 

 

Un campo

 

 

 

 

 

 

Tra campo uno e campo dueCampo dueMagia sul Cho OyuMitcha - lezione all'apertoFiume himalayanoVenditrice di braccialetti

Le prime visite
La gente
Il gruppo davanti all'ospedale
Foto di gruppo
Festa
Entrata dell'ospedale
Bimbi
L'arrivo a Kalika
Splendido Cho Oyu
Salendo
Mario in vetta
Marco in vetta
Mario e Marco in vetta
Verso il Nangpa La  - foto di Johan Van Damme
Campo intermedio
La porta sul Tibet
Mario Merelli
Mireia Giralt
Marco Zaffaroni

Fotografie e testi di Patrizia Broggi
www.ilnodoinfinito.net